Sdegno per quanto accaduto in un parco di Parma. Come riporta Il Giornale, un gruppo di studenti cosiddetti “maranza“, che spesso si rendono protagonisti di atti violenti, hanno aggredito e picchiato due docenti. Qualcuno ha pure ripreso in video l’orribile scena, e le immagini si sono diffuse sul web e nelle chat.
Il gruppetto ha accerchiato dapprima un professore. Poco dopo è intervenuto un altro docente per fermare l’aggressione, minacciando l’intervento delle forze dell’ordine. Nell’orribile video, che sta provocando sdegno a livello nazionale, si sente uno degli studenti che dice: “Ti faccio saltare la testa”, tra le risate.
“Purtroppo non è una cosa che sorprende: da anni succedono episodi di questo tipo”, ci racconta Priamo Bocchi, consigliere regionale in Emilia Romagna di Fratelli d’Italia: “Questi giovani vanno velocemente identificati, le scuole che frequentano devono prendere provvedimenti disciplinari perché se sono pericolosi per il personale scolastico lo saranno anche per i compagni di classe. Siamo davanti al fallimento delle agenzie educative, soprattutto della famiglia e raccogliamo i frutti di una politica immigrazionista sciagurata e irresponsabile alla quale oggi il governo Meloni sta cercando di rimediare. Le amministrazioni grilline e a guida PD degli ultimi anni hanno fatto disastri. E pensare che nel 2027 Parma sarà capitale europea dei giovani”.
“I delinquenti sarebbero soggetti iscritti in una delle scuole site nelle vicinanze, ancora una volta si pone il problema che si vuole forzatamente considerare studente chi tale non è: terminato l’obbligo scolastico a 16 anni, i soggetti che non desiderano proseguire gli studi non devono essere sottratti ai duri e nobili lavori dei campi, delle fabbriche e degli allevamenti, tutte opportunità che in zona sono presenti”, questo il commento della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, che chiede che la Procura della Repubblica disponga gli accertamenti necessari finalizzati a perseguire i soggetti responsabili delle violenze che, volendo, potranno avere l’opportunità di studiare, eventualmente, anche da detenuti.
Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Parma e Piacenza, ricorda che il recente articolo 583 quater del Codice Penale prevede pene dai 2 agli 8 anni di reclusione per chi aggredisce un docente che in casi gravi possono arrivare fino a 16 anni.
Di recente c’è stato un inasprimento delle pene per chi aggredisce membri del personale scolastico, come quanto stabilito dal Decreto Sicurezza 2026, l’approvato alla Camera a fine aprile.
Ecco una sintesi dei punti principali del decreto che riguardano la scuola:
1. Tutela penale del personale scolastico
L’Articolo 11 è interamente dedicato al rafforzamento della protezione del personale della scuola contro gli episodi di violenza. Le misure principali includono:
2. Aggravanti per reati commessi nei pressi di scuole
L’Articolo 1 prevede un’aggravante specifica (pena aumentata da un terzo alla metà) per il porto ingiustificato di strumenti atti a offendere se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di istituti di istruzione o di formazione.
3. Disciplina e incompatibilità dei docenti (Proposte)
Tra gli emendamenti discussi (es. G7.3001), emerge la proposta di valutare l’opportunità di avviare procedimenti disciplinari e l’eventuale destituzione per i docenti che commettono delitti non colposi contro l’ordine pubblico o delitti violenti contro la persona, qualora accertati con sentenza definitiva e ritenuti incompatibili con la funzione educativa.
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