Oggi, 23 ottobre, riparte la docu-reality Il Collegio, su RaiPlay. Si tratta della nona edizione del programma, che vede un gruppo di adolescenti di oggi alle prese con un corpo docente dai metodi all’antica, collocato in un preciso periodo storico.
Una docente del programma, Maria Rosa Petolicchio, ha rilasciato una intervista a La Stampa in cui ha discusso dell’attualità scolastica. Innanzittutto ha parlato di educazione sessuale a scuola, da poco vietata fino alle medie da un emendamento al Ddl sul consenso informato alla Camera.
A Il Collegio quest’anno, invece, ci sarà un docente che insegnerà questa disciplina: “Gli autori hanno fatto bene. A scuola si può e si deve parlare di tutto, l’importante è trovare il linguaggio adatto alla platea che si ha davanti. La sessualità è un tema fondamentale perchè oggi le domande sorgono molto presto”.
Poi, in merito al crocifisso nelle scuole: “L’aula non è un luogo di culto: il crocifisso puoi portarlo al collo, o dentro il tuo cuore. Non c’è bisogno di un quadro soprattutto se, in istituti pubblici, la sua presenza può far sentire meno accettato qualche studente. La stessa ora di religione andrebbe ripensata e trasformata in storie delle religioni”, ha concluso.
Il ddl “in materia di consenso informato in ambito scolastico” poi prevede che i genitori, alla scuola secondaria di secondo grado, siano informati sui corsi che la scuola intende realizzare anche con soggetti esterni in ambito sessuale e che diano il loro assenso scritto. La norma nasce dall’esigenza di evitare che le famiglie non siano rese partecipi di scelte educative che vanno al di là di quanto rientra nella ordinaria didattica.
Inutile dire che questi provvedimenti hanno attirato varie polemiche. “Se oggi si introduce il divieto di queste informazioni, spesso gestite dalle aziende sanitarie e senza sostituirle con altra offerta formativa, si compie un atto gravissimo nei confronti delle giovani generazioni e del loro diritto ad ottenere informazioni corrette dai professionisti della sanità pubblica anziché dai social e dalla realtà digitale”, questo quanto dichiarato dai componenti del Pd della commissione istruzione alla Camera, Mauro Berruto, Sara Ferrari, Giovanna Iacono, Irene Manzi, Matteo Orfini.
Siamo di fronte ad una maggioranza ispirata dal fondamentalismo e dall’estremismo religioso che vuole negare ai docenti la possibilità di fare attività progettuali relative all’educazione sessuale e alla conoscenza del proprio corpo”, questo quanto afferma Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra.
“Questa grave carenza fa invece il gioco dei siti porno, che gongolano nel loro business ormai prevalentemente rivolto proprio ai ragazzini” – afferma il pedagogista Daniele Novara – “Ragazzini che, inconsapevolmente, finiscono per assorbire modelli sessuali terribilmente misogini e l’idea del corpo femminile come un oggetto può condurre a forme estreme di possesso. È un rischio che non si può e non si deve correre”.