Quest’anno si svolgerà il primo esame di Maturità rinnovato dalla riforma voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il relativo decreto è stato pubblicato lo scorso 31 gennaio.
Al centro del dibattito al momento c’è lo schema di decreto che modifica i criteri di nomina dei commissari, su cui il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) ha espresso ieri, 16 marzo, il proprio parere.
Secondo le nuove disposizioni, verrà costituita una commissione ogni due classi. La squadra dei docenti sarà così composta:
Questi ultimi saranno scelti tra i professori della classe in base alle aree disciplinari che verranno individuate annualmente dal Ministero.
Il CSPI ha sollevato una questione critica riguardante i percorsi a opzione internazionale (come l’EsaBac). In questi indirizzi è prevista una terza prova scritta che richiede la presenza obbligatoria di due figure specifiche tra i membri interni: il docente di lingua straniera e quello della disciplina non linguistica (DNL).
Con soli due posti disponibili per i membri interni, in questi licei le prime due prove scritte finirebbero per essere corrette esclusivamente da commissari esterni. Il CSPI avverte che questo genera uno “squilibrio” rispetto agli altri indirizzi, rischiando di penalizzare studentesse e studenti di quelli che sono considerati “patrimoni di eccellenza” del nostro sistema scolastico.
Inoltre, viene confermato che il Ministero dovrà individuare entro il mese di gennaio le materie della seconda prova, l’eventuale terza prova per indirizzi specifici e le quattro discipline oggetto del colloquio.
In conclusione, il Consiglio ha chiesto al Ministero di accelerare i tempi per la pubblicazione delle disposizioni annuali. L’obiettivo è fornire alle scuole indicazioni precise e tempestive, specialmente per gestire l’operatività delle commissioni laddove è prevista la terza prova scritta, garantendo così un regolare svolgimento del “rinnovato” esame di maturità.
Cosa cambierà alla Maturità 2026? La riforma dell’esame di stato si traduce in alcuni articoli nel decreto legge n. 127, del 9 settembre scorso, sulle “misure urgenti per la riforma dell’esame di Stato del secondo ciclo di istruzione e per il regolare avvio dell’anno scolastico 2025/2026”, denominato anche Dl Maturità.
Il decreto è diventato legge lo scorso 28 ottobre con l’approvazione definitiva alla Camera. Come si svolgerà il prossimo esame di maturità? Cosa cambia per docenti e studenti?
Le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri anziché sette, di cui due interni, due esterni e un presidente esterno. Contestualmente, aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e 11 milioni nel 2027. Rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90, e non più da 97.
Il cambiamento è anche formale: si passa dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno all’”Esame di Maturità”.
Inoltre, ci sono importanti novità in merito al colloquio: questo si svolgerà su quattro discipline individuate dal Ministero con decreto, e non si potrà superare l’esame se non si sostiene la prova orale. In questi ultimi giorni del mese, quindi, si conosceranno le materie scelte.
Questa è una risposta al boom di casi di studenti che hanno fatto scena muta per protesta nel corso dell’esame di maturità 2025.