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Aggiornato il 12.07.2025
alle 09:42

Maturità, addio scena muta: Giannelli (Anp) chiede il punteggio minimo ad ogni prova, la Costituzione impone l’obbligo di svolgere due scritti e l’orale

“L’esame di maturità è previsto dalla Costituzione italiana, è un obbligo importante e ritengo si debba rivedere quanto previsto per rendere obbligatorie tutte le prove, prevedendo una soglia minima di punteggio per ogni prova per superare l’esame”: a dichiararlo è stato il presidente nazionale dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, a commento degli ultimi casi di studenti che si sono rifiutati di sostenere il colloquio conclusivo degli Esami di Stato della secondaria di secondo grado.

Giannelli, che è anche ispettore ministeriale, ricorda che sulla base delle regole che determinano il voto finale alla maturità “al momento unico requisito è che la somma totale dei punteggi sia almeno pari a 60; se invece si introducesse una soglia minima per ogni prova e per il colloquio in particolare, questa difficoltà non ci sarebbe”.

Per concludere, il numero uno dell’Anp ritiene che “sostenere tutte le prove d’esame è motivo di rispetto per gli altri candidati, la scuola e la Costituzione”.

https://www.tecnicadellascuola.it/riforma-maturita-valditara

Nel frattempo, sono arrivati a quattro i casi di scena muta all’orale di Maturità: come riporta Il Corriere della Sera, l’ultimo “ammutinamento” è avvenuto lo scorso 2 luglio, in una scuola privata a Firenze. In quest’ultimo caso, il presidente di Commissione ha deciso di scrivere allo studente rimasto “muto” all’orale, il quale aveva comunque accumulato prima della prova finale 61 punti su 100, sostenendo che “affermare e sostenere le proprie idee” richiede “spesso sacrifici e non sempre si può ottenere ciò che si vuole accontentandosi di fermarsi al primo risultato utile”.

A seguito di tali comportamenti, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha annunciato che presto le cose cambieranno: “se un ragazzo non si presenta all’orale della maturità, oppure volontariamente decide di non rispondere alle domande dei suoi docenti non perché non è preparato, cosa che può capitare, ma perché vuole ‘non collaborare’ e quindi ‘boicottare’ l’esamedovrà ripetere l’anno”, ha dichiarato il titolare del Mim.

Pronta è stata la replica di alcune rappresentanze studentesche: Paolo Notarnicola, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, ha detto che “il ministro Valditara continua la sua strategia di smantellamento “a singhiozzo” della democrazia scolastica: siamo infatti di fronte all’ennesima riforma volta a punire ogni forma di dissenso verso il sistema scolastico, trasformando di fatto i luoghi del sapere secondo il paradigma dell’obbedienza e della repressione, in piena armonia con le misure securitarie e repressive adottate dal governo Meloni su tutti i fronti”.

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