Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, durante “4 di Sera Weekend“, andato in onda sabato 17 gennaio su Rete4, ha parlato della sua risposta all’accoltellamento a morte di un ragazzo a scuola a La Spezia, per mano di un compagno di classe: l’installazione di metal detector nelle scuole.
“Favorire l’inclusione dei ragazzi più fragili è il primo elemento, poi c’è la necessità di difendere la comunità scolastica, studenti, docenti e personale Ata. Per questo ho pensato che in alcune scuole, laddove la comunità scolastica, attraverso il preside, ritenga necessario controllare che i ragazzi non portino a scuola coltelli, ho ritenuto giusto consentire l’utilizzo di metal detector d’intesa con il prefetto. Ne ho parlato con il collega Matteo Piantedosi e affronteremo tutto questo con uno schema organico. Le sperimentazioni sono state molto positive”, queste le parole del Valditara, a margine di una visita in provincia di Milano, riportate da La Presse e Il Sole 24 Ore.
“Certamente i metal detector sarebbero mobili, non si tratta di pensare a postazioni fisse, si tratta di pensare a delle misure che potrebbero essere non tutti i giorni, questo avrebbe un effetto fortemente dissuasivo. Avete visto anche voi le reazioni di molti presidi che hanno concordato con questa misura”, ha concluso il ministro.
In precedenza, il ministro aveva fatto intendere che qualcosa del genere era allo studio del Governo: “Noi vogliamo introdurre delle norme che colpiscono chi usa la violenza, che difendono i cittadini dalle aggressioni dei violenti e che ristabiliscono dei principi basilari in una società”. Occorre “impedire radicalmente che i giovani usino le armi”, ha ribadito.
Valditara ha invitato “la sinistra ad abbandonare questi 50 anni di vecchi pregiudizi per cui è tutto repressione. Quindi il divieto è repressione, la sanzione è repressione. Abbiamo sentito dire per tanti anni ‘vietato vietare’. Il no era demonizzato, i doveri venivano marginalizzati”: per questo, ci ritroviamo in “una società che ci ha abituato a coltivare soltanto diritti”.
E ancora: il titolare del Mim ha detto che occorre “insistere molto sulla responsabilità, sulla maturità, su una scuola che ti aiuti ad affrontare i problemi, una scuola che ripristini il senso dell’autorità, il rispetto verso l’autorità, un altro dei valori che sono stati devastati negli ultimi 50 anni. Se noi non facciamo una vera e propria rivoluzione culturale rischiamo che il coltello non si porti più a scuola, ma comunque si porti altrove”, ha concluso Valditara.