Nicola Bruni, docente e giornalista, racconta storie, non già frutto di fantasia, come per lo più la letteratura ci ha insegnato, tranne quando indugia su particolari personaggi autentici, per trarre da essi una poetica e una visione del mondo che possa coincidere col loro messaggio artistico. Quelle che Bruni racconta sono infatti tutte storie prese dai grandi accadimenti reali, trattati dagli storici di professione, cercati dentro eventi che si sono succeduti nel corso dei secoli e che hanno determinato in qualche modo sia i modelli ai quali oggi noi ci ispiriamo e sia tutto ciò che noi siamo oggi.
Storie prese dunque dalle Accademie ma, e qui scatta il piacere di leggerli e gustarli, elaborati e descritti secondo le più avvincenti forme di scrittura giornalistica e divulgativa, e non già salottiera ma amicale e di intrattenimento. Un manuale di conversazione, direbbe Achille Campanile, nel quale l’autore fa la disamina di eventi, più o meno noti, e di personalità magari contradditore e su cui tuttavia spesso i libri tacciano o tergiversano, macinando pure in crusca caratteristiche importanti, eventi degni di nota.
“La bella testa ghigliottinata di Olympe de Gouges e altri racconti”, stampato da Amazon e senza prezzo, raccoglie allora 120 racconti di altrettanti uomini e donne illustri, compresi situazioni e fenomeni particolari, con la compiacenza sottesa di svelare spesso fatti tralasciati o poco noti, come la discendenza di Vittorio Emanuele II o le presunte truffe di Giuseppe Garibaldi insieme ai cosiddetti padri del Risorgimento che per Bruni fu un imbroglio, dimostrandolo secondo le sue fonti.
E se il libro si apre con le “Storie di grandi donne”, tra le quali mette in incipit appunto Olympe de Gouges, continua con “personaggi simbolo”, come San Francesco o Martin Luther King o Matteo Ricci.
Singolari le altre sezioni, in cui lo scrittore si acquartiera dentro le storie della storia, partendo dai Vangeli, continuando con l’età romana attraverso il Medioevo fino alla storie d’Italia, compreso un ultimo capitolo dove la Storia stessa talvolta è stata refrattaria o incerta o divisa, come il genocidio Armeno di cui pochissimi, compresi i manuali o i giornali o gli intellettuali parlano, mentre altri addirittura lo negano.
Libro interessante insomma, che si legge felicemente per il tono piano e scorrevole, divertente talora, ma pure risentito coma quando narra quella che lui chiama la conquista del Sud da parte del regno di Savoia.