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04.11.2026

Numero alunni per classe, Valditara: “In Italia è inferiore alla media dell’Unione Europea e alla media OCSE per tutti i livelli di istruzione”

Aula scolastica

Si sono svolte oggi, mercoledì 4 novembre, alle ore 15:00 alla Camera dei Deputati, le interrogazioni a risposta immediata al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Tra le interrogazioni anche una richiesta di risposta sul numero degli alunni per classe.

Piccolotti – AVS: iniziative in materia di investimenti nel comparto istruzione, anche ai fini della riduzione del numero di alunni per classe 

Leggi l’interrogazione

La risposta di Valditara

“Questo governo ha già cambiato rotta: i dati ufficiali vanno in direzione opposta rispetto a quanto rappresentato in questa interrogazione. Con gli incrementi previsti nelle leggi di bilancio di questo governo, abbiamo aumentato gli stanziamenti in materia di istruzione del 30% in più rispetto all’incremento disposto nell’intera legislatura precedente. Si tratta di dati ufficiali, facilmente consultabili e verificabili.

Grazie a questi investimenti, siamo il primo governo ad aver conseguito un risultato storico: la sottoscrizione di tre contratti collettivi in meno di quattro anni. È un traguardo che segna una netta discontinuità con il passato e pone fine alla stagione dei blocchi e dei ritardi nei rinnovi contrattuali. Tali blocchi avevano richiesto l’intervento della Corte Costituzionale la quale, pur ritenendo legittimo il primo stop del governo Berlusconi a causa della straordinaria crisi economica mondiale, ha giudicato illegittime le successive proroghe disposte dai governi Letta e Renzi. Nonostante ciò, l’unico contratto di quegli anni — riferito al triennio 2016-2018 — è arrivato solo dopo due anni e mezzo da quella sentenza, a legislatura ormai scaduta e con un incremento medio di soli 50 euro. Dopo anni di stagnazione retributiva, anche l’OCSE ha riconosciuto che in Italia gli stipendi degli insegnanti sono finalmente tornati a salire.

I dati OCSE confermano inoltre che il rapporto studenti/insegnanti in Italia è inferiore alla media dell’Unione Europea e alla media OCSE per tutti i livelli di istruzione. Nel 2024 le classi italiane contavano mediamente 18 alunni nella scuola primaria e 20 nella secondaria di primo grado, a fronte dei 21 e 23 della media OCSE. Secondo i dati Invalsi relativi all’anno scolastico 2025-2026, il numero medio di alunni per classe è pari a 17,6 nella primaria, 19,3 nella secondaria di primo grado e 19,6 nella secondaria di secondo grado.

Infine, a ulteriore conferma del cambio di rotta rispetto al passato, basti pensare all’edilizia scolastica: a fronte di un investimento complessivo di 6 miliardi di euro stanziati dai governi succedutisi in 11 anni (dal 2011 al 2022), questo governo in soli 4 anni sta investendo oltre 5 miliardi di euro di risorse nazionali in aggiunta ai fondi del PNRR. E ciò senza considerare il miliardo di euro già individuato per il prossimo piano straordinario e i 650 milioni di euro previsti nella legge di bilancio per l’efficientamento energetico degli edifici scolastici.

Ritengo pertanto che, per il bene della scuola italiana, non si debba invertire la rotta avviata. Non vogliamo tornare indietro per quanto concerne la valorizzazione del personale docente, del personale ATA, dei dirigenti e di tutto il personale scolastico, né per quanto riguarda gli investimenti nell’edilizia e nella scuola italiana nel suo complesso”.

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