Il “caso” relativo al docente e content creator Vincenzo Schettini, scoppiato dopo la diffusione massiccia delle sue parole pronunciate nel corso di una puntata del podcast Passa dal BSMT, continua a tenere banco. Il volto de La Fisica Che Ci Piace ha detto di aver “costretto”, si fa per dire, i suoi studenti a vedere i suoi video su YouTube nel pomeriggio, mettendo voti più alti a chi si collegava alle sue dirette e lasciava commenti.
C’è chi lo ha attaccato accusandolo di creare disparità tra gli studenti per avere “profitto”. Ma c’è anche chi dice che in nome della libertà di insegnamento quello che ha fatto è assolutamente lecito. A dire la sua, in una intervista a Fanpage, anche l’attore Alessandro Gassmann, che per anni ha interpretato un docente, Dante Balestra, nella serie tv Un Professore.
“Io per primo avrei voluto un professore come lui. Non ho seguito bene la vicenda, ma sappiamo che la situazione della scuola nel nostro Paese, ma non da adesso, è piuttosto problematica. Che i nostri professori guadagnino poco è un dato di fatto. È abbastanza vergognoso quanto sia poca la percentuale del nostro PIL dedicata alla cultura e all’insegnamento. Si può fare divulgazione, anche sui propri canali e se sono delle lezioni vere e proprie, credo anche che legittimamente, si possa chiedere un contributo, come accade con le lezioni private, no? Ma questo non deve ledere l’incolumità gli studenti. Ecco, sintetizzando, Dante Balestra non lo avrebbe fatto”, questo il commento.
Gassmann ha rivelato anche cosa avrebbe voluto fare, quale fosse la sua ambizione da giovane: “Era quella di fare l’ingegnere agrario, poi non ci sono riuscito, perché ero un ragazzo un po’ disordinato, ero veramente una capra a scuola”.
Ma questo comportamento è stato davvero illecito, o almeno sanzionabile? Lo abbiamo chiesto al nostro esperto di normativa scolastica, l’avvocato Dino Caudullo.
L’avvocato ha dichiarato: “A mio parere i comportamenti che sono stati contestati al professore Schettini non sono censurabili né dal punto di vista penale né dal punto di vista disciplinare. In particolare l’attività che ha offerto ai suoi alunni può considerarsi un’attività integrativa alla normale attività didattica, un supporto alla didattica addirittura offerto fuori dal normale orario delle lezioni, quindi è un’integrazione alle lezioni svolte in classe che semmai può avere avvantaggiato i ragazzi negli approfondimenti che ha offerto lo stesso Schettini. Quindi ritengo che nell’ambito della libertà didattica di ogni insegnante non possa essere contestato alcun che al professor Schettini“.
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