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Presidio di docenti precari contro il concorso a cattedra

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del gruppo Noi Scuola, che gioved’ 24 marzo scenderà in piazza davanti L’Usr Toscana, insieme a diversi gruppi di precari della provincia di Firenze, per manifestare contro il concorso a cattedra

1. Il Governo ha imposto la tesi che l’unico concorso è quello per esami, in contrapposizione alle graduatorie, che non garantirebbero la selezione meritocratica. La verità è che la Costituzione prevede oltre al concorso per esami quello per titoli: cioè le graduatorie di merito, che continuano a valere per l’immissione in ruolo del personale ATA (al quale, peraltro, non viene richiesta neppure una qualsiasi abilitazione).

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2. La Corte Costituzionale il 17 maggio p.v. emetterà la tanto attesa (da quasi 4 anni!) sentenza sullastabilizzazione dei precari della scuola.Il bando del Concorso, immediatamente precedente, volto a far entrare nei ruoli della scuola persone nuove all’insegnamento, rappresenta l’evidente tentativo del Governo di precostituire una situazione di fatto che ne impedisca ogni possibile attuazione.

3. Il bando, uscito prima che fossero note le richieste di organico delle scuole per il prossimo triennio, e prima di conoscere l’esito della mobilità straordinaria voluta per quest’anno dallo stesso MIUR, ha previsto una ripartizione di posti di assoluta fantasia, con la sicura conseguenza di avere vincitori senza posti e posti senza vincitori.

4. Si è giustificata tutta questa fretta per concludere entro agosto e far andare in cattedra i vincitori già dal 1° settembre. Ma se si considera che i concorrenti saranno molto numerosi, che le prove scritte saranno non prima di maggio, che i commissari non avranno il distacco dall’insegnamento e dagli esami di stato, che dopo l’ultimo orale occorrerà circa un mese per gli adempimenti burocratici, non si vede come il concorso possa finire prima dell’autunno inoltrato.

5 .Il bando è uscito all’indomani della pubblicazione in G.U. delle nuove classi di concorso, prevedendo per di più programmi enciclopedici e l’obbligo di competenza di livello B2 in una lingua straniera. La competenza sulle discipline è già stata ampiamente accertata negli esami universitari e nei corsi abilitanti. La competenza linguistica non ha senso alcuno pretenderla a valle, se non la si è prima resa obbligatorio nei corsi di laurea.

6. Le commissioni giudicatrici non garantiscono gli standard minimi di competenza e di correttezza, in quanto i membri verrano compensati con circa un euro l’ora: cifra irrisoria, che rende fondato il sospetto che le motivazioni che spingeranno i docenti a proporsi saranno di altro genere, certamente più clientelare che meritocratico.