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13.06.2026

Punta una pistola al docente in classe: “Dammi le sigarette o sparo”. Prof accerchiato da studenti, tutto ripreso in video

Brutto episodio in una scuola del modenese: uno studente di un istituto professionale, lo scorso 21 maggio, avrebbe minacciato il proprio docente con una pistola, poi rivelatasi a pallini, puntandogliela contro e urlandogli: “Dammi le sigarette o sparo“.

Come riportano Ansa e La Gazzetta di Modena, il docente alla cattedra è stato preso alle spalle da un gruppo di studenti, uno dei quali gli avrebbe puntato l’arma alla tempia. La pistola a pallini era una riproduzione fedele di un’arma vera e l’episodio sarebbe stato ripreso con un video.

“Solo uno scherzo”

Il professore, pietrificato da una minaccia del genere non ha potuto fare altro che consegnare il pacchetto di sigarette all’alunno. Il gruppetto si è quindi allontanato con le sigarette, ironizzando sul fatto che in fin dei conti si era trattato solo di uno scherzo, a loro avviso.

Il professore ha formalizzato la segnalazione con una nota sul registro di classe e informato il dirigente scolastico. La scuola mantiene il riserbo sui provvedimenti disciplinari. Della scuola in questione si era già parlato, perché vi era avvenuto un “incontro di boxe” durante la ricreazione, che aveva portato il consiglio d’istituto a escludere dagli scrutini di fine anno gli studenti protagonisti.

Fine della scuola tra aggressioni e violenze

Gli ultimi giorni di scuola sono stati costellati da molti episodi di violenza sui docentiquello del parco di Parma vicino la scuola il 21 maggio, il tentativo di accoltellamento da parte di un 11enne ai danni di un prof il 29 maggio in diretta telegram, nel trapanese, e laggressione di gruppo ai danni di un professore il 27 maggio in Abruzzo.

A dire la sua è stato il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, ospite della trasmissione Porta a Porta: “I casi sono diversi. Il ragazzo pare fosse stato indotto dai social, frequentava siti pericolosi. Insisto sul divieto dei social ai minori di quindici anni. C’è stata una diminuzione dei casi di aggressioni ai docenti. Abbiamo messo in campo educare al rispetto, all’empatia. Abbiamo attivato corsi per gli insegnanti per saper porsi bene agli studenti. Abbiamo attivato il supporto psicologico per gli studenti, è stato un grosso successo con un numero impressionante di adesioni”.

“C’è però la crisi dell’autorità, in questi anni si sta manifestando in tutta la sua crudezza. Non bisogna avere paura di sanzionare, è educativo sanzionare. Abbiamo bisogno delle famiglie. Se un ragazzo porta in classe due coltelli probabilmente le famiglie devono essere responsabilizzate. Bisogna convincere le famiglie a staccare i figli dal cellulare”.

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