Prima Ora - notizie del 8 giugno 2026

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08.06.2026

Ricorsi esami di maturità, la riforma del ministro Valditara può fermarli? La risposta dell’esperta del Sidels

Con la riforma Valditara l’esame di maturità cambia volto, ma basteranno le nuove regole a fermare l’ondata di ricorsi al TAR riscontrata negli ultimi anni? A rispondere, durante l’ultima puntata di Scuola Talk, trasmissione di approfondimento settimanale della Tecnica della scuola, è l’avvocato Isetta Barsanti Mauceri, esponente del Sidels, che ha analizzato gli effetti dell’ordinanza ministeriale 54 del 2026 attuativa del decreto legge 127/25. Secondo l’esperta, sebbene le novità siano significative, l’inversione di tendenza sarà solo parziale, a causa di alcune criticità persistenti. “Il contenzioso nasce perché i docenti spesso non hanno seguito le norme o le hanno applicate in maniera rigida senza comprendere il contesto“, ha spiegato Barsanti Mauceri, inquadrando l’origine delle battaglie legali nelle aule scolastiche.

Uno degli elementi di maggiore discontinuità è la nuova griglia di valutazione del colloquio, che introduce quattro indicatori studiati per garantire un giudizio più congruo. La legittimità delle prove dipenderà però strettamente dal rigore formale delle commissioni, poiché i criteri di valutazione devono essere stabiliti ex ante. “Questi criteri dovranno essere verbalizzati prima delle prove; se questo sarà fatto ci si assicurerà la legittimità delle operazioni“, ha precisato l’avvocato durante l’intervista, avvertendo che l’omissione di questo passaggio renderebbe gli atti impugnabili.

Nonostante questi correttivi, rimangono numerose questioni aperte, a partire dalle regole di ammissione. Un punto particolarmente dibattuto riguarda la valutazione della condotta, specialmente l’obbligo di presentare un elaborato specifico per chi riceve un sei. “Bisogna capire quando il ragazzo viene informato di questo dovere“, ha osservato l’esponente del Sidels, sottolineando che per evitare contestazioni “questo dovrebbe essere fatto anche in corso d’anno, appena un ragazzo dimostra di avere una valutazione ai limiti della sufficienza”. Una comunicazione tardiva, infatti, potrebbe ledere il diritto dello studente a una preparazione adeguata.

In conclusione, la riforma sembra non aver ancora scalfito del tutto la soggettività dei commissari. “La griglia non elimina il margine valutativo e quindi non elimina alcune aleatorietà della stessa valutazione“, ha ribadito Barsanti Mauceri. Un’ulteriore preoccupazione riguarda la tutela degli studenti con DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento) e BES (Bisogni educativi speciali), verso i quali, secondo l’avvocato, non è stata dedicata una specifica attenzione normativa, lasciando potenzialmente spazio a nuovi motivi di ricorso per mancata inclusione o supporto inadeguato durante le prove.

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