Tempo: alcuni anni fa.
Luogo: sala insegnanti di un liceo.
Protagonisti: io, insegnante di tedesco e un collega, insegnante di filosofia.
Argomento di discussione: la scarsa considerazione economico-sociale dei docenti.
Mia battuta: “tu, che sei laureato e conosci il pensiero del mondo, guadagni molto meno di un idraulico, cui basta la scuola dell’obbligo”.
Sua risposta (molto filosofica!): “quante volte nella vita si ha bisogno dell’idraulico e quante volte si ha bisogno del filosofo? Se il lavandino perde chiami l’idraulico”.
Mia controrisposta: “Ma se hai un problema esistenziale occorre il filosofo”.
Sua realistica riflessione: “quanti rappresentanti dell’animale umano posseggono sensibilità e profondità sufficienti da percepire la presenza di un problema esistenziale?”.
Discorso concluso: il filosofo continua a filosofare, soddisfatto del suo agire e rassegnato ai suoi magri guadagni. E l’idraulico continua a riparare rubinetti, soddisfatto dei suoi guadagni e per nulla consapevole dell’eventuale presenza di problemi esistenziali.