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Aggiornato il 14.07.2025
alle 09:18

Scena muta alla maturità, Valditara cambia l’orale: non si prendono in giro i prof che dedicano tempo agli alunni, quella di matematica mi salvò

“Non si prendono in giro gli insegnanti, si rispetta il loro lavoro, si rispettano i compagni che hanno creduto in quel momento e si sono impegnati, che hanno provato ansia, stress, coltivato speranze, hanno dedicato mesi per prepararsi all’appuntamento”: a dirlo al Corriere della Sera, domenica 13 luglio, è il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Commentando il rifiuto di cinque studenti nel sostenere il colloquio dell’Esame di Stato (l’ultima, una maturanda di Piobbico, vicino Pesaro e Urbino, dopo tre studenti veneti e un’altra studentessa di una scuola privata di Firenze), Valditara si mostra inflessibile sostenendo che tutti gli studenti devono mettersi in testa un concetto: “non posso farla franca se decido di fare scena muta”.

Perché, sottolinea il Ministro, “la regola si rispetta, così come si rispettano le persone: all’esame ci sono commissari che dedicano il proprio tempo ad una funzione sancita dalla nostra Costituzione”.

Per Valditara è il principio che conta: “Se si consentisse di rifiutare senza conseguenze di sottoporsi all’esame, sarebbe legittimo rifiutare tutto ciò che non ci piace. Dobbiamo piuttosto insegnare ai giovani che ci sono modalità democratiche per cambiare le regole che non ci piacciono”.

Sulle forme di protesta lecite da adottare, però, il Ministro non dà riferimenti, limitandosi a dire che “ci sono diverse modalità alternative a partire da quelle che offre lo stesso contesto scolastico”.

Secondo Valditara, va quindi combattuto chi “rifiuta il concetto di autorità” e chi “condanna i divieti”, anche chi “rifugge dal pronunciare dei no, anche quando servono, che considera sempre dannose le sanzioni. In questo modo si coltiva l’immaturità e ci si abitua a considerare normale la irresponsabilità. La scuola serve anche come palestra per imparare ad affrontare le difficoltà. La vita è fatta anche di prove”.

Eppure anche Giuseppe Valditara, ai tempi del liceo aveva smesso di studiare matematica e ha rischiato? “È vero – replica il Ministro – , alla vigilia dell’esame la professoressa mi ha detto: se non ti metti a studiare non ti ammetto. E così in due settimane ho recuperato il programma di mesi. Ringrazio ancora oggi quella docente per avermi richiamato al senso di responsabilità”.

L’esame di maturità, però, non cambierà solo per rispondere a chi boicotta le prove: Valditara sottolinea che aveva “già da tempo deciso dei cambiamenti nel contenuto dell’esame e il recupero della dizione Maturità, al posto di Esame di Stato, introdotto da Luigi Berlinguer venticinque anni fa”.

Se si farà in tempo ad approvare le nuove norme, cosa cambierà dell’Esame di Stato del 2026? “I due scritti no”, risponde il Ministro sottolineando che invece avremo una nuova valutazione dell’esame orale, il quale “deve servire a valutare, oltre alle conoscenze e le competenze che emergono già dagli scrutini di ammissione, il grado di maturità dello studente, quello che ha assorbito nel percorso scolastico, il suo grado di responsabilità e autonomia”.

A questo scopo, spiega il titolare del Mim, diventa “fondamentale il ruolo dei docenti interni che conoscono i ragazzi”, mentre “i commissari esterni devono validare e certificare la legittimità di un percorso di 5 anni e le relative prove finali”.

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