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17.07.2025

Scena muta maturità, l’idea di un docente: “Solo orale a marzo e poi fino a giugno orientamento universitario”

Redazione

In questi giorni fioccano le proposte volte a modificare l’esame di maturità, dopo i recenti episodi di scena muta di ben sei studenti che hanno voluto protestare contro il sistema scolastico basato sui voti. Un docente, su Il Gazzettino, ne ha fatta una molto particolare.

“Penso che questo vada visto come un passaggio naturale di presa di coscienza della propria diversità generazionale. È tutto normale. Ci appare novità perché ci eravamo abituati ad una presenza spesso apatica degli studenti. In questi anni pochi casi eclatanti di proteste, pochi bocciati, poche visibilità alla scuola se non per altre questioni più legate a temi sociali o psicologiche”, ha esordito.

Giusto fare la pre-iscrizione universitaria prima della maturità?

“Al massimo si parla della scuola, come in questi giorni, per gli esami di maturità, o a settembre per l’inizio dell’anno scolastico. Si parla della scuola per gli effetti su di essa del calo demografico, per i risultati deprimenti delle prove Invalsi o per le strutture spesso fatiscenti. La scuola non è una priorità vera e questo per tutti i governi degli ultimi trent’anni”.

Ed ecco la proposta: “Poi non dimentichiamoci che ormai da anni entra in gioco la questione universitaria. Non voglio aprire un fronte così particolare, ma due cose dobbiamo avere il coraggio di dircele: non è giusto, non è corretto che ci siano studenti che già a marzo, aprile e maggio abbiano in tasca una preiscrizione universitaria che ormai è già iscrizione. Questo chiaramente svaluta l’esame di stato e il percorso di studi fatto dagli studenti. Sarebbe molto più corretto aspettare l’esito degli esami di maturità per poi iniziare la selezione per le iscrizioni all’interno delle università”.

“A questo aggiungerei che ormai le università hanno trasformato la loro opera orientativa in una vera e propria vendita di un prodotto come se comprassimo vestiti o altro. Chiudo questa parentesi proponendo al Ministro dell’Istruzione (se non è d’accordo con l’ipotesi prima presentata di ripristino delle iscrizioni universitarie da giugno/luglio in poi) la possibilità di immaginare il quinto anno diversamente: un primo quadrimestre lungo fino a marzo con scrutini finali e colloquio di maturità che sostituiscono di fatto l’esame di maturità. E poi da marzo a giugno un serio orientamento universitario per poi arrivare all’iscrizione universitaria”, ha concluso.

Scena muta maturità, i casi

Bocciare gli studenti che fanno scena muta all’orale della maturità? La linea dura del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara convince la maggior parte dei docenti, circa il 70%, che evidentemente non sono d’accordo con le ragioni o le modalità della protesta che ormai è diventata simbolo della maturità 2025.

Il primo è stato quello di uno studente di diciannove anni di Padova; poi c’è stato il caso di una studentessa di Belluno che si è lamentata con i docenti che non l’hanno mai voluta conoscere davvero. Successivamente è venuto il turno di un altro studente veneto, di Treviso, di uno studente di una scuola privata di Firenze e infine di una studentessa della provincia di Pesaro e Urbino demoralizzata da un sette in condotta.

Il sondaggio

Per capire meglio gli umori del mondo della scuolaLa Tecnica della Scuola ha lanciato un sondaggio che ha coinvolto 1.101 persone: 716 docenti, 164 genitori, 53 studenti, 18 dirigenti.

I dati del sondaggio

I risultati parlano chiaro: l‘idea di Valditara di bocciare chi fa scena muta alla Maturità piace alla maggior parte degli “adulti”, che siano docenti, dirigenti o genitori. Gli studenti, invece, hanno qualche perplessità.

In particolare, il 70,5% dei docenti è favorevole alla bocciatura per chi boicotta l’orale della maturità, il 24,7% è contrario. Situazione simile anche per quanto riguarda i dirigenti scolastici: il 60,7% si dice d’accordo. Situazione analoga pure per quanto riguarda i genitori: sono per la ripetizione dell’anno il 65,9%.

Caso diverso per gli studenti, che non sono così compatti: il 58,7% di loro è contrario alla proposta del ministro. Ad essere favorevole è solo il 33,3%.

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