Fare scena muta all’orale della Maturità per protesta contro il sistema scolastico basato sui voti sembra essere stata la moda degli Esami di Stato svolti nel 2025: anche se a farlo, per quanto ne sappiamo, sono stati 5 studenti su un totale di 500mila “maturandi”, cioè uno su centomila, praticamente lo 0,001%, in questi giorni non si parla d’altro. E anche se già in passato si erano verificati casi simili, che non hanno avuto lo stesso clamore mediatico di quest’anno.
Il primo è stato quello di uno studente di diciannove anni di Padova; poi c’è stato il caso di una studentessa di Belluno che si è lamentata con i docenti che non l’hanno mai voluta conoscere davvero. Successivamente è venuto il turno di un altro studente veneto, di Treviso, di uno studente di una scuola privata di Firenze e infine di una studentessa della provincia di Pesaro e Urbino demoralizzata da un sette in condotta.
Inutile dire che ci sono state molteplici reazioni a queste iniziative dei maturandi. Tra i favorevoli ci sono stati, ad esempio, lo scrittore Eraldo Affinati e il docente Enrico Galiano. A metà si è collocato lo psichiatra Paolo Crepet, mentre totalmente contrario, nella forma di protesta, si è detto il docente influencer Vincenzo Schettini.
Ad intervenire, con fermezza, è stato anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, che qualche giorno fa non ha usato mezzi termini: chi fa scena muta alla maturità va punito. Con la nuova riforma della maturità, di cui ha parlato il capo del dicastero di Viale Trastevere, chi boicotterà l’esame in questo modo andrà incontro alla bocciatura.
Probabilmente verrà introdotta una norma che dica che “lo studente che dichiara espressamente di non voler rispondere alle domande della Commissione per contestare l’esame dovrà in ogni caso ripetere l’anno”.
Insomma, al malcontento dei ragazzi il ministro ha risposto con il pugno duro. Ma si tratta davvero di un modo efficace e utile, dal punto di vista degli studenti, per cambiare finalmente la scuola? Gli studenti “ribelli” sono da lodare e da ascoltare? Oppure la protesta è solo un pretesto per non sottoporsi ad un esame e bisogna quindi creare un deterrente per evitare boicottaggi del genere?
La Tecnica della Scuola lo chiede ai suoi lettori, in prevalenza docenti: siete d’accordo con la misura annunciata da Valditara? O quella del ministro è una linea troppo dura e poco educativa?
All’interno del sondaggio troverai le seguenti domande:
Qual è il tuo ruolo?
In quale luogo ti trovi attualmente?
Sei d’accordo con l’idea del ministro Valditara di bocciare chi fa scena muta all’orale della maturità? (Rispondi se sei dirigente)
Sei d’accordo con l’idea del ministro Valditara di bocciare chi fa scena muta all’orale della maturità? (Rispondi se sei docente)
Sei d’accordo con l’idea del ministro Valditara di bocciare chi fa scena muta all’orale della maturità? (Rispondi se sei studente)
Sei d’accordo con l’idea del ministro Valditara di bocciare chi fa scena muta all’orale della maturità? (Rispondi se sei genitore)
Sei d’accordo con l’idea del ministro Valditara di bocciare chi fa scena muta all’orale della maturità? (Rispondi se sei altro)