Ancora un caso di incidente che ha coinvolto uno scuolabus, con otto bambini e due adulti finiti al Pronto Soccorso. Ancora una volta a Palermo, dove un caso simile era accaduto solo pochi giorni fa, quando un “pulmino” si era ribaltato, coinvolgendo oltre venti bambini.
Stavolta, come ha riportato SkyTg 24, si è trattato di un incidente che ha coinvolto una Opel, una Ape Piaggio e un’Audi parcheggiati lungo il marciapiede. Lo scuolabus è stato sottoposto ad accertamenti amministrativi, risultando in regola, provvisto di assicurazione e revisione.
L’episodio, insieme a quelli avvenuti nei mesi scorsi, ha comunque riacceso il dibattito sui trasporti scolastici. I quali, come raccontato da La Tecnica della Scuola, sono spesso carenti, sia per i pulmini che – soprattutto – per i mezzi alternativi, dal trasporto pubblico alle ferrovie, fino alle piste ciclabili.
Nel dettaglio, stando ai dati del ministero dell’Istruzione e del Merito relativi all’anno scolastico 2022/23, per circa 19mila sedi il trasporto per gli studenti non è garantito.
Va ricordato che il pulmino è previsto solamente per le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Il servizio è erogato dai Comuni e può essere gratuito o prevedere una retta per le famiglie, secondo le disponibilità degli Enti e la collocazione degli istituti.
In mancanza dello scuolabus, tocca alle famiglie accompagnare i ragazzi, per evitare che siano costretti a spostarsi a piedi. L’alternativa – anche per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, per cui il servizio non è previsto – sono i mezzi pubblici.
Peccato che anche questi, spesso, siano carenti. Secondo viale Trastevere, per quanto riguarda il trasporto pubblico urbano – autobus, metropolitana, tram, ecc… – gli edifici raggiunti sono circa 35.500, il 58% del totale. Ancora più contenuto il dato del trasporto pubblico interurbano, che connette due o più Comuni, con meno di 32 mila sedi servite, il 52% del totale.
Se poi si guarda alle ferrovie, le scuole coperte – cioè situate a meno di 500 metri dalla stazione – sono poco più di seimila, meno del 10% del totale. I numeri sono simili anche per quanto riguarda le piste ciclabili, con appena seimila sedi scolastiche raggiunte.
Un capitolo a parte, infine, è quello relativo agli studenti con disabilità. In oltre metà dei casi devono recarsi a scuola con mezzi propri, perché il trasporto non è garantito.