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Aggiornato il 25.02.2026
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Scuole pulite e decorose, i genitori stanno con Valditara. Moige: il rispetto dei beni comuni s’impara in famiglia come in classe

Sembra trovare il consenso non solo dei dirigenti scolastici, ma anche di almeno una parte dei genitori l’iniziativa odierna del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara di stanziare 30 milioni di euro per la realizzazione di progetti didattici per promuovere la cura e il rispetto dei parchi e dei beni scolastici da parte degli studenti.

L’associazione Moige, ha definito “positivo il decreto firmato dallo stesso Ministro” perché “apre alla collaborazione con enti locali, associazioni e famiglie. Un modello di corresponsabilità educativa che consideriamo particolarmente virtuoso.

Secondo Antonio Affinita, direttore generale del Moige, “trasformare gli spazi pubblici riqualificati in ambienti didattici all’aperto è una visione che condividiamo pienamente. Educare i giovani al rispetto del territorio significa investire nel capitale civile del Paese. Invitiamo le scuole a coinvolgere attivamente i genitori in questo percorso di crescita condivisa”.

L’iniziativa era stata preceduta, il giorno prima, da una Nota ministeriale, finalizzata a promuovere la cura e la pulizia degli ambienti scolastici, invitando i dirigenti e il personale a sensibilizzare gli alunni e a stabilire pratiche quotidiane da seguire negli istituti, in coerenza con le nuove Linee guida per l’insegnamento dell’Educazione civica e con lo Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria.

“Per esempio – aveva scritto il responsabile del dicastero di Viale Trastevere – , al termine delle lezioni, gli studenti dovranno lasciare l’aula nelle stesse condizioni in cui è stata a loro consegnata all’inizio della giornata”.

“Come genitori – ha commentato il direttore del Moige, accogliamo con favore questa iniziativa del Ministro Valditara, perché “il rispetto per i beni comuni non è soltanto una questione di disciplina, ma un valore fondamentale che si forma a scuola e in famiglia. Vivere e studiare in ambienti puliti e ordinati insegna ai ragazzi che i beni pubblici appartengono a tutti e che ciascuno è chiamato a tutelarli. Si tratta di un esercizio concreto di cittadinanza attiva, che la scuola può e deve promuovere ogni giorno”, ha concluso Affinita.

Il tema del decoro e delle scuole “belle” è molto sentito dal ministro Giuseppe Valditara:  alcuni mesi fa, lo scorso autunno, il titolare del dicastero bianco parlò di estetica delle scuole: “Quando sono arrivato al Mim ho visto una proposta del mio predecessore (l’ex ministro Patrizio Bianchi n.d.r.) lasciata in un cassetto. Erano dieci punti per costruire delle scuole belle. Le scuole devono essere belle. Che senso ha aver commissionato una ricerca e lasciarla nel cassetto? Mandiamola ai sindaci, ai presidenti di provincia, per ispirare le nuove scuole. Una legge del ’49 impone a ogni costruzione la realizzazione di un’opera d’arte”.

La decisione di Valditara sembra trovare il consenso anche dei dirigenti scolastici, almeno tra quelli dell’Anp: Mario Rusconi, presidente dell’Associazione nazionale presidi Roma, ha detto alla Tecnica della Scuola di essere “pienamente d’accordo sul fatto che i locali scolastici, insieme con le attrezzature e i laboratori, siano trattati in maniera consona al loro scopo. All’uscita degli alunni, le aule devono essere lasciate in condizioni decorose e accettabili; durante la mia lunga carriera di preside, quando vedevo un’aula completamente in disordine dicevo al collaboratore scolastico di turno di non pulirla in maniera tale che la mattina dopo gli studenti fossero costretti a sistemare tutto nel migliore dei modi”.
“Fermo restando – ha concluso Rusconi– che questo deve essere un compito preciso del docente che non deve solamente istruire ma anche educare gli studenti”.

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