Una terribile sparatoria ha sconvolto la comunità di Minneapolis, in Minnesota, negli Stati Uniti, lasciando due bambini di otto e dieci anni senza vita e almeno diciassette feriti, tra cui quattordici minori, all’interno della Unification Church. L’evento tragico, avvenuto proprio di fronte alla Cristo Rey High School, ha visto coinvolto Robin Westman, l’assassino, un ventenne privo di precedenti penali, il quale, dopo una breve fuga, si è suicidato. Lo riporta Il Corriere della Sera.
L’agghiacciante attacco si è verificato poco prima delle 8.30 di martedì mattina, 26 agosto, precisamente durante la messa che celebrava l’inizio dell’anno scolastico della scuola materna. L’aggressore, vestito di nero e armato di fucile, si è avvicinato all’edificio dall’esterno, iniziando a sparare attraverso le finestre della chiesa direttamente sui bambini seduti sui banchi. Le indagini hanno rivelato che almeno due delle porte della chiesa erano state bloccate dall’esterno con assi di legno, presumibilmente dall’assalitore stesso. Tra le persone ferite, sette bambini si trovano in condizioni gravi e quattro hanno dovuto subire interventi chirurgici.
Il killer, Robin Westman, aveva un legame significativo con il luogo della strage, essendosi diplomato in quella stessa scuola nel 2017. Prima dell’azione, aveva pubblicato online diversi video con riferimenti al suicidio e ad altre gravi stragi scolastiche, come quella di Sandy Hook.
Quasi contemporaneamente alla sparatoria, è apparso su YouTube un video-manifesto in cui mostrava messaggi incendiari sui caricatori delle sue armi, tra cui la frase “Uccidi Donald Trump”. Ha inoltre lasciato un biglietto di scuse indirizzato alla sua famiglia e uno schizzo manoscritto della disposizione interna della chiesa. Le autorità, attraverso il direttore dell’FBI Kash Patel, hanno annunciato che l’attacco sarà investigato come “terrorismo domestico e crimine d’odio verso i cattolici”, mentre il movente rimane sotto indagine.
La tragedia ha suscitato ferme condanne da parte delle istituzioni, con il sindaco di Minneapolis Jacob Frey e il governatore del Minnesota Tim Walz che lo hanno descritto come “un orribile atto di violenza”. Anche il presidente americano Donald Trump e Papa Leone XIV hanno espresso il loro profondo cordoglio.
E in Italia? Non ci sono state, al momento, sparatorie del genere, per fortuna. Durante lo scorso anno scolastico, tuttavia, si sono verificati alcuni fatti incresciosi che destano preoccupazione. Il 29 aprile, in una scuola media di Carrara, un ragazzino in classe ha estratto dalla tasca con quella che sembrava essere una “vera” pistola e ha seminato il panico dopo averla imbracciata, alla fine della giornata di lezioni. Da qui il fuggi fuggi generale.
Provvidenziale è stato l’arrivo dei finanzieri delle Fiamme gialle, che presumibilmente si trovavano nelle vicinanze della scuola per un servizio di controllo del territorio. Ai militari non occorre molto tempo per rendersi conto che quella che sembra una pistola è una pistola, sì, ma da soft-air, ovvero lo sport di squadra basato sulla simulazione di tattiche militari nel quale si impiegano armi giocattolo ad aria compressa che sembrano il più vere possibili.
Comunque, la presenza di alcuni pallini in canna avrebbe potuto comunque procurare lesioni a qualcuno, se uno dei colpi fosse stato sparato a distanza ravvicinata. Per questo il personale scolastico si è rivolto alle forze dell’ordine, che ora stanno indagando sulla famiglia del ragazzo.
Il ragazzino nei giorni precedenti aveva vantato con compagni e amichetti di possedere un’arma letale.
Una cosa simile è avvenuta pochi giorni prima. Un alunno di una scuola media della provincia di Sondrio è andato a scuola con una pistola nello zaino. Dall’arma sarebbe partito addirittura un colpo, ma per fortuna non ci sarebbe alcun ferito.
Lo stesso Usr Lombardia ha diffuso un comunicato per spiegare davvero cosa è successo: durante la quarta ora di lezione, lo scorso 9 aprile, uno studente di 13 anni, seduto al proprio banco, ha estratto dallo zaino una pistola giocattolo con tappo rosso incorporato. L’oggetto è stato mostrato a un compagno di classe, il quale all’improvviso lo ha afferrato e ha tentato più volte di far partire un colpo.
Al terzo tentativo, si è verificato uno scoppio che ha attirato l’attenzione del docente presente in aula. Il rumore è risultato simile a quello prodotto dallo scoppio di un palloncino e non c’è stata nessuna conseguenza per l’incolumità degli studenti e del docente presenti in aula. Il docente ha immediatamente richiesto spiegazioni agli studenti coinvolti.