Qualche giorno fa abbiamo dato notizia relativa alla morte improvvisa di un ragazzo di diciassette anni del catanese che, in gita del quinto anno con la sua classe a Firenze, si è sentito male ed è morto.
Domani, 14 aprile, verrà effettuata a Firenze l’autopsia per individuare le cause della morte improvvisa del ragazzo, come riportato da Ansa. Il ragazzo avrebbe accusato un malore mentre stava facendo un giro su una bici elettrica, perdendo i sensi senza più riprendersi. Gli studenti dell’istituto frequentato dal ragazzo hanno scritto una nota in cui hanno espresso tutto il loro dolore. Eccone il contenuto, riportato da Catania Today.
“Oggi il Branchina si ferma. Per un amico che non c’è più. Non avremmo mai voluto scrivere queste parole. Non oggi, non così. Siamo abituati a vivere la scuola come il luogo dei progetti, delle risate durante l’intervallo e dell’attesa per le gite, momenti che dovrebbero restare tra i ricordi più belli della nostra giovinezza. Sapere che uno di noi non tornerà da quel viaggio è un dolore che toglie il fiato e che non riusciamo ad accettare”.
“Oggi il silenzio nel nostro istituto urla più di mille parole. Siamo rappresentanti, è vero, ma prima di tutto siamo compagni, amici, ragazzi che condividono gli stessi corridoi e gli stessi sogni. La notizia che ci è arrivata da quella gita non è solo un dolore: è un vuoto che toglie il fiato. Una vita che doveva fiorire insieme a noi si è fermata nel momento che doveva essere di massima gioia, e questo ci lascia smarriti, fragili, arrabbiati. Vogliamo solo dire con tutto il cuore innanzitutto alla famiglia: il nostro dolore è solo un’ombra rispetto al vostro, ma sappiate che tutta la comunità del Branchina vi abbraccia. Non siete soli. Un abbraccio ai compagni di classe: siamo qui per voi”.
“In queste ore di buio, la nostra unica forza è restare uniti, sostenerci, piangere insieme se serve, senza paura di mostrare la nostra fragilità. Gerlando… tu non sarai mai un banco vuoto. Sarai ogni risata che riecheggerà a scuola, ogni traguardo che raggiungeremo, ogni viaggio che faremo. Ti portiamo dentro, in ogni passo. Il Branchina non dimentica i suoi figli. Buon viaggio, compagno nostro”.