Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha parlato in prima persona della tragedia di Paolo, il ragazzo che si è tolto la vita poco prima dell’inizio dell’anno scolastico a causa del bullismo. Come è noto, Valditara ha inviato gli ispettori nella scuola in cui era iscritto, in provincia di Latina.
Sul palco di Pontida, al raduno della Lega, il ministro ha detto: “Voglio ricordare Paolo. Lotta dura contro il bullismo. Il Ministero sta seguendo molto attentamente la vicenda. Per noi il rispetto è prima di ogni altra cosa. Noi vogliamo una società gentile, una società piena di amore verso il prossimo. Permettetemi di usare questa parola così propria della civiltà cristiana”.
“Compagno di banco significa mangiare il pane insieme, costruirsi un futuro insieme. Noi non possiamo tollerare la violenza e la prepotenza”, ha concluso.
Molto spesso questi casi si verificano a scuola, luogo in cui gli studenti passano gran parte delle loro giornate. Spesso si chiamano in causa, come negli ultimi giorni, docenti e dirigenti scolastici, accusati di non aver vigilato, di non essersi accorti di situazioni di disagio.
Per questo, La Tecnica della Scuola ha voluto fare chiarezza con un focus, per capire quali obblighi ha il personale della scuola, cosa si rischia in caso di mancata segnalazione.
Abbiamo cercato di capire cosa prevede la nuova legge contro il bullismo voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la n. 70 del 2024: cosa è cambiato? Cosa deve fare ogni scuola? Cosa dicono le linee guida in merito, che non vengono aggiornate dal 2021? Concretamente, cosa deve fare un docente che si trova davanti ad un caso di bullismo? Quali obblighi hanno i dirigenti scolastici?
Inoltre, abbiamo cercato di capire cosa aveva messo in atto, prima del suicidio di Paolo, la sua scuola, al momento oggetto di ispezione da parte del Ministero.
Nell’immaginario collettivo, purtroppo, il bullismo è considerato spesso alla stregua di una ragazzata. Così non è, spiega l’avvocato Dino Caudullo, esperto di diritto scolastico. Le responsabilità degli studenti che si macchiano di questi comportamenti possono essere penali e civili, coinvolgendo anche le famiglie. Quanto ai docenti e ai dirigenti scolastici, sono legate principalmente alla vigilanza e all’omessa denuncia.