Mentre tutta Italia è nella morsa del calo demografico e della denatalità, a Bolzano la situazione è diversa. Si tratta del territorio che si trova al primo posto nel Paese per nuove nascite. La Repubblica ha cercato di capire il perché.
Si parla di una media di 1.55 figli per coppia, vicinissima alla Francia, contro un dato nazionale piombato a 1,14. Tutto può essere ricondotto, come ricostruisce il quotidiano, ad un importante fattore: gli aiuti alle famiglie lavoratrici, anche e soprattutto nei periodi in cui le scuole sono chiuse.
“Non siamo mai stati soli, c’è un sistema di aiuti e di attività incredibile per i bambini, perfino la settimana di Ferragosto”, queste le parole di un papà. Il sistema è composto dall’intreccio di iniziative messe in campo da Comune e associazioni, fatto da assegni extra per chi ha bambini che vanno oltre gli aiuti statali, una capillare presenza di nidi, microstrutture e Tagesmutter, gli asili familiari per i piccolissimi.
“Abbiamo tre pilastri nelle nostre politiche”, spiega Rosmarie Pamer, assessora al Sociale della provincia autonoma di Bolzano. Il primo è il sistema di aiuti economici. Un sostegno per ogni figlio, dalla nascita fino ai suoi diciotto anni. Un contributo mensile da 60 euro a 78 in base all’Isee. Se ne aggiunge un altro destinato ai nuclei familiari con bambini fino ai tre anni: 200 euro al mese indipendentemente dal reddito.
Un terzo è pensato per i papà. “Vogliamo rafforzare anche la paternità — prosegue Pamer — e quindi garantiamo 800 euro al mese, per tre mesi, a chi prende il congedo”.
Ecco però un altro tassello inedito per la stragrande maggioranza delle realtà italiane: un programma dettagliato per coprire ore o intere giornate per tutto il tempo in cui la scuola non c’è. “Ogni anno a febbraio inviamo un opuscolo con tutte le attività per l’estate, in modo che le famiglie possano organizzarsi, per noi il welfare è importantissimo e 12 settimane senza la scuola non finiscono più”. A parlare è Johanna Ramoser, assessora alla Scuola in Comune. Mostra un libricino con corsi di lingue, giochi, attività sportive, arrampicate, corsi di danza, laboratori creativi semplici settimane dedicate a giochi di ogni tipo proposte in collaborazione con cinquanta associazioni che garantiscono insieme all’amministrazione una copertura fino a settembre, per ogni fascia di età.
“Si pagano, ma almeno sai che un posto dove lasciare tuo figlio c’è. Ci permettono di scegliere”, ha aggiunto un padre.