Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, continua a non gradire certe dichiarazioni di Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale: ad infastidire il responsabile del Mim sono state, con ogni probabilità, le prese di posizione dell’ex generale sul “femminicidio” che a suo modo di vedere “non esiste” perché in definitiva sarebbe “un omicidio come tutti gli altri”.
Intervenendo ad un gazebo della Lega a Milano, il numero uno del dicastero bianco ha detto di non credere “che chi le spara grosse abbia un grande futuro davanti a lui e davanti a tutta l’opinione pubblica. E quindi non voglio polemizzare con nessuno, ma è evidente che le grandi sparate hanno impatto sul momento, ma poi la gente vuole fatti concreti. Noi”, del Governo in carica, guidato da Giorgia Meloni, lo abbiamo fatto cogliendo risultati tangibili “dalla scuola ai trasporti, fino alla disabilità e all’economia”, tutti settori per i quali “abbiamo fatto cose importanti“.
“Tutti – ha continuato Valditara – siamo capaci di dire ‘adesso mandiamo via tutti gli stranieri’, ‘adesso con la bacchetta magica non ci saranno più reati nelle strade’, tutti siamo capaci a dire queste cose. Noi facciamo i fatti concreti e vogliamo essere giudicati dai fatti concreti”, ha concluso il titolare del Mim.
I riferimenti del ministro dell’Istruzione erano probabilmente però anche alle parole pronunciate alcuni giorni fa dall’ex leghista Roberto Vannacci sul palco dell’Auditorium della Conciliazione a Roma, nel corso dell’assemblea costituente del suo partito, quando ha detto che “il femminicidio non esiste”, perché “è un omicidio come tutti gli altri” considerando, ha sottolineato, che “un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità”.
Interpellato dal quotidiano ‘La Repubblica’, il ministro Valditara aveva tenuto a dire che, invece, “il tema del femminicidio è molto serio che, come ho detto più volte, esprime una cultura di dominio, di un maschilismo ancora esistente nella nostra società e soprattutto svela una certa immaturità di molti giovani nell’accettare il ‘no’, che sia del docente o che sia di una donna. Dobbiamo abituare i nostri giovani ai confini e al rispetto dell’altro. È un problema culturale e non può essere banalizzato. Spero sia finita la politica delle battute”.
Vannacci ebbe modo di parlare anche di Istruzione: “La scuola – ha detto l’ex generale sempre a Roma – deve essere dura e selettiva, deve tornare a fare la scuola e formare gli italiani di oggi e domani”.
E ancora: “Abbiamo bisogno – ha continuato Vannacci – di scuole professionali integrate con il sistema produttivo. Gli imprenditori mi dicono che quando gli studenti escono dalle scuole professionali non sanno fare un tubo. Dobbiamo creare cittadini e professionisti. Non è vero che tutti devono andare al liceo, l’ho detto anche alle mie figlie, senza nessun problema. Fate quello per cui avete una passione, il falegname, l’agricoltore”.
Durante l’assemblea c’è stato anche spazio per un commento, da parte del deputato Rossano Sasso, anche lui passato dalla Lega a Futuro Nazionale, sul caso dello striscione “l’Italia agli italiani” esposto in un liceo di Cesena.
“Chiediamo a settembre a tutti gli studenti delle scuole di esporre lo striscione ‘L’Italia agli italiani’ e di cantare l’inno di Mameli”, ha detto l’on. Sasso.