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27.08.2026

A scuola nessuno spazio per le ideologie militari, parte la petizione

Le scuole non possono instaurare rapporti con chi propone ideologie militari: il diktat arriva da alcune associazioni sindacali e studentesche, come risposta alla politica del Governo Meloni di introdurre “‘ideologia bellica” all’interno degli istituti scolastici. Un progetto presente anche nel programma di Futuro Nazionale, guidato dall’ex Generale Roberto Vannacci, che vorrebbe introdurre l’educazione militare a scuola. La presa di posizione – avviata dalle sigle Osa, Usb e altre – propone, anche attraverso una petizione, “l’interruzione e il divieto di qualsiasi tipo di collaborazione tra scuola, università, ricerca e filiera militare pubblica e privata.

“Il cammino inesorabile che sembra aver intrapreso l’intero Occidente verso una guerra totale non risparmia l’istruzione: in diversi documenti ufficiali dell’UE, nel piano programmatico quinquennale del Governo Meloni, e in diverse dichiarazioni del ministro Crosetto, si evidenza la possibilità, finanche la irrinunciabile necessità di una incorporazione totale dell’istruzione di ogni ordine e grado, dalle elementari all’università, nell’economia e nell’ideologia bellica”.

Le organizzazioni hanno denominato la campagna anti-militare in ambito scolastico ‘La Conoscenza Non Marcia’: “abbiamo denunciato – sostengono gli organizzatori – la crescente presenza militare nelle scuole come normalizzazione dell’apparato bellico e repressivo, dalle visite scolastiche in caserme e basi militari a corsi di formazione tenuti da forze dell’ordine ed esercito, così come il pericoloso definanziamento delle università che sta comportando una sempre più diretta canalizzazione dei fondi per la ricerca attraverso quell’industria della morte che abbiamo già visto all’opera nella complicità con il genocidio del popolo palestinese. Progetti come il Rome Technopole, o quello della cittadella dell’aerospazio a Torino, indicano una direzione pericolosa da arrestare immediatamente”.

Il progetto verrà presentato con conferenza stampa il prossimo 1° settembre alle ore 15.30 presso Montecitorio, Piazza Capranica

La campagna “’La conoscenza non Marcia’ vuole fermare tutto ciò: docenti, ricercatori e ricercatrici, studenti e studentesse, lavoratrici e lavoratori non sono disposti a studiare e lavorare per fomentare guerre, riarmo e militarizzazione. Per questo abbiamo costruito una raccolta firme a sostegno di una petizione popolare per introdurre misure normative che vietino qualsiasi tipo di collaborazione tra scuola/università e filiera militare-industriale”, concludono i promotori.

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