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Aggiornato il 26.01.2026
alle 18:16

“Bambini di sei anni già sui siti porno”: l’allarme del ministro Valditara e l’appello ai genitori

“Ci sono bambini di sei anni che già frequentano siti pornografici: pensiamo al danno che questo reca allo sviluppo”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara intervenendo alla festa de Il Giornale a Montegrotto Terme, in provincia di Padova. Valditara ha sottolineato l’importanza di “un esempio e un controllo” da parte dei genitori. Quanto al mondo della scuola, “non abbiamo paura di ripristinare anche il senso del no, del dovere, il senso dei divieti e dei limiti”. 

Il lavoro su formazione e sostegno

Il ministro ha dialogato in videocollegamento con Francesco Maria del Vigo, e come si legge nel resoconto pubblicato dal quotidiano ha posto l’accento “sul ruolo della famiglia nell’istruzione, sottolineando che, come Ministero, ‘abbiamo avviato un percorso di coinvolgimento’ soprattutto ‘laddove ci sono problematiche'”. Tra i temi affrontati nel corso dell’intervista anche il sostegno agli studenti fragili, su cui “si sta facendo un lavoro di formazione, ‘specializzando degli insegnanti sul sostegno, cosa che non si era fatta’, ponendo come obiettivo anche la garanzia che, ‘entro settembre’, tutti i docenti ‘siano in cattedra'”.

Il tema dell’accoglienza e dell’integrazione

Tra gli altri punti trattati nel corso dell’intervista, Agenda Nord e Agenda Sud, bullismo e dipendenze tra gli studenti, ma anche riforme come quella del percorso 4+2. C’è stato tempo anche per affrontare temi d’attualità, come quello dell’integrazione e dell’accoglienza di ragazzi dai luoghi di guerra. Il ministro ha spiegato che l’Italia ha “accolto i giovani palestinesi così come abbiamo accolto gli ucraini“. Inoltre Valditara ha sottolineato che “se vogliamo veramente accogliere, noi dobbiamo far sì che i nostri valori, la nostra storia, i nostri simboli vengano riconosciuti”.

Il caso di La Spezia e i metal detector

Per questo motivo, ha aggiunto il ministro, “ho voluto anche ripristinare lo studio serio della storia dell’Occidente, conoscere il nostro passato, conoscere da dove veniamo”. Il Giornale dà conto di un passaggio sul caso di La Spezia, dove il giovane Abanoub Youssef è stato accoltellato da un compagno di classe. Per Valditara è “inaccettabile” che ci si possa dividere su questi temi, mentre sul metal detector mobile “ci vuole la possibilità di bloccare giovani che portano coltelli a scuola. Questo non è repressivo. Questo è buon senso”.

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