L’idea della ministra del turismo Daniela Santanchè di modificare il calendario scolastico ridistribuendo dieci giorni di vacanze estive durante l’anno ha scatenato il putiferio, tra persone che credono sia una buona idea e chi invece è assolutamente contrario.
A favore ci sono, ovviamente, le mamme influencer di Mammedim***a, che da tempo si occupano del tema e hanno lanciato da tempo una raccolta firme proprio con lo stesso obiettivo. Ecco come ha commentato una delle mamme del duo: “Non possiamo che essere favorevoli dato che sono anni che lo chiediamo. Abbiamo anche stilato una proposta collegata a una raccolta firme che ha raggiunto 80mila firme. Il turismo ne beneficerebbe. Dispiace solo che se ne parli in questi termini e non si prendano in considerazione le istanze di bambini e genitori. Per ora però la priorità sono i metal detector nelle scuole”, ha detto su Instagram.
Santanché spiega che l’adeguamento “graduale” dell’anno scolastico “a modelli europei più moderni” favorirebbe “i flussi interni distribuiti. È ormai risaputo – spiega la ministra – che il nostro calendario concentra le vacanze principalmente in due periodi dell’anno, a differenza di quanto avviene nella maggior parte degli altri Paesi occidentali, dove le pause scolastiche sono suddivise in modo più equilibrato lungo l’intero arco dell’anno”.
Questa peculiarità, aggiunge Santanchè, “non agevola il turismo interno, poiché genera affollamenti stagionali e limita la possibilità per le famiglie di viaggiare in periodi diversi dall’alta stagione”.
“Proprio per questo – aggiunge ancora – stiamo dialogando con il collega Valditara di avviare un percorso di confronto per lavorare su una graduale revisione dei piani scolastici, nei quali integrare viaggi alla scoperta dell’Italia più segreta e più vera cioè quella del Made in Italy, e del calendario scolastico, ispirandoci ai modelli europei più moderni e flessibili”.
“Una tale riforma – conclude Santanchè – rappresenterebbe un punto di svolta per la destagionalizzazione dei flussi turistici, favorendo una migliore distribuzione delle presenze e contribuendo così sia al benessere delle famiglie che alla crescita sostenibile del settore turistico nazionale”.
Ad aver commentato sono stati alcuni sindacati. A La Repubblica ha detto la sua il presidente dell’Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola (ANP) Antonello Giannelli. “Innanzitutto, non è certo una proposta nuova. E poi è un pour parler. Da qui alla proposta di legge è lunga. In Italia abbiamo sicuramente un’anomalia: vacanze estive eccessivamente lunghe a discapito di altri periodi più ristretti. Chi fa la proposta tiene conto, per esempio, del fatto che con una pausa estiva così lunga chi non ha altri stimoli culturali e proviene da famiglie che non possono permettersi una continuità educativa subisce un danno sull’apprendimento decisamente maggiore rispetto a chi può invece avvalersi di corsi all’estero o di altre attività pagate privatamente. In più, a soffrirne è anche il turismo. Soprattutto in inverno, in cui le vacanze sono molto corte. E poi ci sono le condizioni climatiche. In Italia d’estate le temperature sono piuttosto proibitive e le aule non ben coibentate: un problema che hanno anche altri paesi dell’area mediterranea”, queste le sue parole.
Per ora il titolare dell’Istruzione, Giuseppe Valditara ha schiacciato sul freno: non ne sapevamo nulla. Santanchè comunque, sempre secondo fonti di Governo, con Valditara dovrebbe incontrarsi già in settimana, per iniziare ad articolare, anche a livello tecnico, la proposta.
Si tratterebbe di un piano a 6 punti da attuare un po’ per volta, da qui a dieci anni. Il mondo dell’impresa sembra interessato al progetto. E il governo nel suo complesso non è certo insensibile a queste istanze. Lo stesso presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha applaudito il pacchetto di Santanchè: “Serve un piano di sistema, un piano industriale del turismo che credo sia la via giusta”. Anche il grosso delle associazioni di categoria — mondo variegato: albergatori, affittacamere, b&b, agenzie di viaggi — non chiude all’idea, anzi.
Secondo il Rapporto Eurydice, nella maggior parte dei sistemi educativi europei, gli studenti hanno a disposizione, durante il periodo estivo, tra le 8 e le 12 settimane di vacanza.
Tuttavia, la durata delle vacanze estive varia in modo significativo da un paese all’altro: si va dalle non più di 8 settimane nella Comunità francese del Belgio, in Danimarca, in alcuni Länder tedeschi, Francia, Paesi Bassi, alcuni cantoni svizzeri, Liechtenstein e Norvegia, fino a periodi di vacanza superiori alle 12 settimane in Irlanda, Grecia, Lettonia, Malta, Portogallo, Albania, Islanda e nella maggior parte delle regioni italiane.