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07.04.2026

Decreto sicurezza 2026, arresto in flagranza per chi aggredisce i docenti: rallenta l’iter, quando vedrà la luce?

Il Decreto Sicurezza 2026 stenta a vedere la luce. A scriverlo è La Repubblica: al momento il documento si trova in esame in commissione Affari costituzionali al Senato e dovrebbe essere conclusa la sua conversione entro il 24 aprile.

L’iter

Manca però ancora la seconda lettura alla Camera, dove il testo dovrebbe arrivare, per rispettare i termini, tra otto o nove giorni. A quanto pare c’è ostruzionismo delle opposizioni che hanno riversato sul testo oltre mille emendamenti.

Per questo, il voto sulle modifiche, iniziato il primo aprile, finora ha arrancato. Tant’è che per accelerare, da martedì a giovedì, il tema è all’ordine del giorno della commissione mattina e sera. E potrebbe comunque non bastare.

Il nodo della questione

Una modifica di certo verrà fatta: l’articolo 1 del testo prevede multe salate per chiunque porti “fuori della propria abitazione” degli “strumenti con lama pieghevole” di “lunghezza pari o superiore a centimetri cinque, a un taglio e a punta acuta, muniti di meccanismo di blocco della lama o a scatto oppure apribili con una sola mano, nonché strumenti dotati di lama affilata o appuntita del tipo “a farfalla” oppure camuffati da altri strumenti”.

Una definizione che punta a contenere la diffusione delle armi da taglio, ma così ampia e generica da “criminalizzare” involontariamente anche chi utilizza i coltelli per lavorare – per esempio i pescatori – o per hobby specifici, come l’escursionismo. Per questo il Governo è al lavoro su una riformulazione che corregga la norma: verranno probabilmente stabilite delle deroghe per chi ha una giustificazione evidente o per determinati luoghi.

E i metal detector?

Metal detector in ogni scuola? Impossibile: a dirlo è stato giorni fa, a margine dell’evento “La scuola e il futuro: prospettive e responsabilità educative” a Milano, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, a seguito dell’accoltellamento dello scorso 25 marzo di una insegnante a scuola da parte di un suo alunno tredicenne.

metal detector sono stati invocati da Valditara all’indomani di un altro fatto di cronaca, l’accoltellamento di un ragazzo da parte di un compagno a gennaio. Poi, dopo qualche giorno, è stata diffusa una direttiva congiunta con il ministro degli Interni Piantedosi in cui è stato stabilito che le scuole che lo desiderano possono installarli.

“Sarebbe assurdo immaginare metal detector all’ingresso di qualsiasi scuola”, ha detto, come riporta Il Corriere della Sera, ma “ci sono molte realtà difficili, complicate, dove oggettivamente c’è un disagio, dove gli insegnanti e gli studenti sanno che magari ci sono compagni che portano coltelli in classe. E in quei casi, la scuola deve poter chiedere alle istituzioni protezione nei confronti degli studenti e nei confronti del personale scolastico. Poi, certo, questo è uno dei tanti strumenti, non è quello che risolve tutto”.

Le misure che riguardano la scuola

Ricordiamo che il decreto legge sicurezza, il dl 24 febbraio 2026, n. 23 approvato dal Consiglio dei Ministri del 5 febbraio 2026, trasforma in un reato autonomo le lesioni a dirigenti e docenti e le punisce con la reclusione fino a cinque anni, se lievi, fino a dieci anni, se gravi, e fino a sedici anni, se gravissime.

Il decreto, con una modifica all’articolo 380, comma 2, lettera a-ter, del codice di procedura penale, aggiunge che in caso di lesioni personali ai danni di un dirigente scolastico o a un membro del personale docente della scuola è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza.

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