Prima Ora - Notizie del 10 giugno 2026

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10.06.2026

Il docente aggredito da un gruppo di alunni vuole tornare a scuola: “Non l’ho mai sentito come un lavoro ma come una missione”

In una scuola superiore abruzzese, mercoledì 27 maggio, si è consumata un’altra aggressione ad un prof, stavolta messa in atto da ben quattro alunni. Un docente è stato spinto da un gruppo di alunni e ha sbattuto la testa nel muro. L’uomo ha deciso di denunciare i fatti.

Il professore lo ha ribadito in una intervista a Il Centro. “A settembre tornerò a scuola perché ho sempre amato insegnare. Non torno sui miei passi per quanto riguarda la denuncia, è un insegnamento. Gli studenti devono fare un percorso educativo e anche le famiglie, perché devono interrogarsi sulle cose che accadono ai loro figli, su cosa non è andato bene nel rapporto educativo. Vorrei che ci si mettesse un po’ in discussione, che famiglie e studenti comincino a scavare dentro sé stessi e a riflettere”.

“Non lascio l’insegnamento. La scuola mi ha salvato: a scuola si insegna ma si imparano anche tantissime cose, si svolge anche un’intensa attività intellettuale e se uno ama insegnare fai una cosa che ti realizza. Alla fine per tanti aspetti non l’ho mai sentito come un lavoro, ma come una missione, e ho cercato sempre di formare dei ragazzi, di dargli anche delle virtù psicologiche, non solo cognitive, come il senso della sicurezza, rafforzare la volontà nelle scelte, non essere mai banali e approfondire, avere curiosità. Queste cose si insegnano e imparano. Non ho intenzione di mollare finché non andrò in pensione. Forse il prossimo sarà l’ultimo anno, insegno dal 1988”, ha concluso.

La ricostruzione dei fatti

Tutto è avvenuto alle 12.20, quando il professore aveva terminato la lezione. A quanto pare in quella giornata il docente aveva in programma un’interrogazione. Conclusa la valutazione orale, si è alzato e ha fatto per raggiungere la porta, ma quattro studenti di 14 anni gli si sono parati davanti. “Questi ragazzi non mi consentivano di uscire”, ha spiegato l’uomo, come riportato da Il Messaggero. “In parte stavo girato. Poi ho sentito una spinta più forte che mi ha fatto perdere l’equilibrio e sono finito frontalmente contro il muro dove ho sbattuto la testa”.

Le parole del docente

 “Qualcuno voleva recuperare delle gravi insufficienze. Io però avevo spiegato loro che a fine anno sarebbe stato difficile. E glielo avevo detto”, ha riferito il professore. Come se ciò non bastasse, oltre all’aggressione, a far male è anche il fatto che nessuno degli altri studenti sia intervenuto. Spintonato e frastornato dopo il colpo alla testa, il docente è riuscito a lasciare la classe. In suo soccorso è poi arrivata l’insegnante di sostegno. Lo stesso pomeriggio dei fatti si è recato al pronto soccorso e lì gli hanno diagnosticato lesioni alle cartilagini del naso con una prognosi di 8 giorni.

Nessuno degli studenti si è ancora scusato per quanto fatto, né lo hanno fatto i genitori. Soltanto la scuola si è fatta sentire, manifestando piena solidarietà al professore, che ha deciso di denunciare: “Ormai molte famiglie hanno perso autorevolezza e capacità di educare. La scuola è messa in mezzo. Le classi sono numerose. Si lascia correre tutto e negli studenti passa il messaggio che possano fare ciò che vogliono”, ha dichiarato il professore. “È per questo che ho deciso di denunciare. Violare le norme comporta delle conseguenze”.

“Per me è stata una cosa totalmente inaspettata visto che oltretutto ho sempre avuto molta empatia con gli studenti, grande ascolto”, ha concluso il docente.

Ancora violenza in classe

Sempre da poco c’è stato un altro tentativo di aggressione, sempre ai danni di un docente, da parte di uno studente, a San Vito Lo Capo, nel trapanese.

Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe portato a scuola due coltelli di piccole dimensioni e avrebbe cercato di aggredire il docente davanti ai compagni di classe”, scrive l’agenzia. “L’undicenne avrebbe indossato un casco integrale nel tentativo di non farsi riconoscere, poi avrebbe ripreso la scena con il cellulare e trasmesso una diretta video all’interno di un gruppo Telegram. Dalle indagini emergono dettagli ritenuti particolarmente inquietanti dagli investigatori.

“All’inizio ho pensato a uno scherzo, poi quando l’ho visto venirmi incontro con due coltelli ho capito che faceva sul serio. L’ho bloccato e ho chiesto aiuto. I colleghi che erano in altre aule sono accorsi e l’hanno disarmato”, queste le parole del docente di tecnologia aggredito.

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