Venerdì 14 novembre è in programma il primo dei tre scioperi, organizzati fino a metà dicembre che coinvolgono direttamente le scuole italiane, i suoi dipendenti e anche gli studenti. Sono questi ultimi, i ragazzi, che si fermeranno per primi sfilando in 35 piazze: l’associazione studentesca Osa ha ribattezzato la giornata di protesta con il titolo, più che esplicativo, “NoMeloniday”.
“Blocchiamo scuole e università, riempiano le piazze contro il Governo Meloni, per una nuova formazione, contro la scuola di Valditara e l’università della Bernini, per la Palestina libera, per un nuovo mondo!”, hanno fatto sapere sempre i giovani di Osa, Opposizione Studentesca d’Alternativa composta da studenti medi nata nel 2018 e strutturata a livello nazionale.
“Daremo la prima risposta al governo – hanno aggiunto i ragazzi di Osa – dopo gli attacchi fascisti nelle scuole, la finanziaria, le dichiarazioni aberranti di Valditara sull’Educazione sessuale“.
Il 15 e 16 novembre, i giovani di Osa si ritroveranno a Bologna, Roma e Bari “per l’assemblea studentesca più grande del paese: organizziamoci da tutta Italia!”.
Ma venerdì 14 novembre è anche la giornata sciopero nazionale indetto da Fridays For Future e dall’Unione degli Studenti su scuola e clima, sempre con manifestazioni in tutte le principali città italiane.
“La politica non parla di crisi climatica – ha detto Marzio Chirico, di Fridays For Future – , bisogna riportare l’urgenza del problema al centro del dibattito pubblico. Ce lo ha detto chiaramente il segretario Onu Guterres: i governi di tutto il mondo, quelli occidentali in modo particolare, devono affrontare la catastrofe imminente o farsi da parte. Dobbiamo mandare un avviso di sfratto a chi ci governa, che sia sempre più forte e difficile da ignorare”.
Secondo Tommaso Martelli, coordinatore nazionale dell’Uds, “un’altra scuola, un altro mondo è possibile, perché è sempre più importante, viste soprattutto le continue riforme sempre più repressive proposte da questo governo, non smettere di ricordare che un modello di scuola alternativo a quello attuale, e un sistema diverso da quello che viviamo quotidianamente sono possibili”.
“Il 14 novembre, a tre giorni dalla Giornata internazionale dello studente, lo ricorderemo alla presidente Meloni, al ministro Valditara, e a tutte le istituzioni del nostro Paese”, ha concluso Martelli.
Le scuole romane saranno particolarmente provate, sempre venerdì 14 novembre, per lo sciopero di 24 ore indetto dai sindacati Usb Lavoro Privato e Orsa Tpl, con lo stop che interesserà la rete Atac di tutta la capitale.
A Roma bus metro e tram della rete saranno fermi dalle 8.30 alle 17 e dalle 20 fino a fine servizio: le altre fasce orarie sono da considerare di “garanzia”, per giungere sui luoghi di lavoro e per tornare a casa.
Il giorno prima dello sciopero, il 13 novembre, decine di studenti delle associazioni Osa, Cambiare Rotta, Uds e Zona Franka hanno intanto improvvisato un presidio davanti al teatro Petruzzelli di Bari dove il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, stava presentando il suo libro – ‘La rivoluzione del buon senso’ – all’interno del Circolo Unione: questo Ministro, hanno detto all’Ansa, “non può parlare di buonsenso visto che da quando si è insediato questo governo fa riforme che hanno tutt’altro che buon senso”.
Anna Chiara, al quinto anno di liceo linguistico, se l’è presa contro “le riforme che fanno diminuire gli anni di scuola come per i tecnici professionali e che negano l’educazione sessuale”.
Sempre a Bari, il 14 novembre dalle ore 9 i ragazzi di Uds, Udu e Zona Franka partiranno in corteo da piazza Umberto “per difendere la scuola e l’università pubblica da chi vuole rendere l’istruzione un lusso per pochi, un lusso concesso solo a chi può permetterselo”.
“Ho un dialogo costante con le consulte studentesche, che sono elettive, cioè rappresentano gli studenti eletti e sono costituite da studenti effettivi. Io voglio dialogare con gli studenti di scuola, non con un trentenne che si spaccia per studente“, ha dichiarato, sempre a Bari, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a margine di una visita alla Fondazione Tatarella.
Ho sempre dato “massimo ascolto nelle sedi deputate e cioè in quei luoghi dove c’è la democrazia: le consulte studentesche sono espressione della democrazia”, ha commentato ancora il titolare del Mim.