Breaking News
29.09.2025

Studente suicida, la madre: “La vicepreside minacciava sospensioni e finiva lì”. Mara Venier: “Scuola? Il problema è in famiglia”

Si continua a parlare del caso di Paolo, lo studente suicida a soli quattordici anni a causa del bullismo di cui era vittima a scuola. I genitori sono stati presenti ieri, 28 settembre, ad una puntata del contenitore di Rai1 Domenica In, dove sono stati intervistati dalla padrona di casa Mara Venier.

Lo sfogo dei genitori

I due hanno fornito ulteriori dettagli sulla vicenda. Ecco cosa ha detto la madre: “La vicepreside puntualmente, quando andavamo a parlarle, ci diceva che avrebbe provveduto, ma non lo faceva. Entrava in classe, apriva la porta, faceva un discorso, minacciava la sospensione e finiva lì. I bulli continuavano, vedevano terreno fertile da parte della scuola. Questo è andato avanti tutto il primo anno di superiori. Non sappiamo cosa faceva la vicepreside, ma non prendeva i provvedimenti che diceva di prendere alla classe. Io a volte facevo rimanere a casa da scuola mio figlio se era troppo stressato”.

“Una volta un ragazzo ha insultato mio figlio, e l’ho chiamato al telefono. Non lo avessi mai fatto, una mamma mi ha attaccato in chat”, ha aggiunto il padre. La conduttrice ha voluto concludere facendo una piccola riflessione: “Più se ne parla e meglio è. Bisogna parlare con le famiglie. Il gruppo deve essere fatto per stare insieme, non per colpire chi è più fragile. Mi auguro che ci sia giustizia. Dico alle famiglie, parlate con i vostri figli. La scuola è arrivata fino a un certo punto. Credo che al di là della scuola il cuore del problema sia la mancanza di dialogo con la propria famiglia”.

Il focus della Tecnica della Scuola

Molto spesso i casi di bullismo si verificano a scuola, luogo in cui gli studenti passano gran parte delle loro giornate. Spesso si chiamano in causa, come negli ultimi giorni, docenti e dirigenti scolastici, accusati di non aver vigilato, di non essersi accorti di situazioni di disagio.

Per questo, La Tecnica della Scuola ha voluto fare chiarezza con un focus, per capire quali obblighi ha il personale della scuola, cosa si rischia in caso di mancata segnalazione.

Bullismo a scuola, altro che ragazzate: docenti e ds hanno obblighi precisi. Ecco quali e cosa dice la nuova legge

Bullismo, c’è una nuova legge: cosa prevede?

Abbiamo cercato di capire cosa prevede la nuova legge contro il bullismo voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la n. 70 del 2024: cosa è cambiato? Cosa deve fare ogni scuola? Cosa dicono le linee guida in merito, che non vengono aggiornate dal 2021? Concretamente, cosa deve fare un docente che si trova davanti ad un caso di bullismo? Quali obblighi hanno i dirigenti scolastici?

Inoltre, abbiamo cercato di capire cosa aveva messo in atto, prima del suicidio di Paolo, la sua scuola, al momento oggetto di ispezione da parte del Ministero.

Studente suicida a 14 anni, partite ispezioni a scuola: ma cosa aveva attivato l’istituto contro il bullismo? I documenti

Bullismo, l’avvocato: ecco cosa rischiano i docenti che non rispettano gli obblighi

Nell’immaginario collettivo, purtroppo, il bullismo è considerato spesso alla stregua di una ragazzata. Così non è, spiega l’avvocato Dino Caudullo, esperto di diritto scolastico. Le responsabilità degli studenti che si macchiano di questi comportamenti possono essere penali e civili, coinvolgendo anche le famiglie. Quanto ai docenti e ai dirigenti scolastici, sono legate principalmente alla vigilanza e all’omessa denuncia.

Bullismo, ecco cosa rischiano gli insegnanti che non vigilano. Le risposte dell’avvocato

Bullismo, cosa rischiano gli studenti sul piano penale. E le famiglie potrebbero pagare il conto

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate