Continua, anche a diversi giorni di distanza, il dibattito che non accenna a placarsi sulla vicenda del giovane padovano, Gianmaria Favaretto, 19 anni, ex studente del liceo scientifico Fermi, che grazie ai crediti ottenuti durante il percorso scolastico e dei buoni risultati nelle prove scritte, ha deciso di trasformare l’orale in un gesto simbolico di protesta: il ragazzo, infatti, non ha voluto sostenere l’orale alla Maturità, ma è stato comunque promosso con 65/100.
Pochi giorni dopo anche un’altra ragazza veneta ha fatto lo stesso.
Sulla questione sono intervenuti in tanti, dalla Preside dell’istituto ai professori, da Daniele Novara ad Enrico Galiano.
Il Ministro Valditara ha rilasciato dichiarazioni forti: intervenendo a Rainews24 ha detto: “Tra le riforme che noi stiamo per varare oltre a quella sui programmi scolastici necessaria per potenziare l’italiano e la matematica, c’è anche una riforma della maturità. Comportamenti di questo tipo non saranno più possibili. Se un ragazzo non si presenta all’orale, oppure volontariamente decide di non rispondere alle domande dei suoi docenti non perché non è preparato, cosa che può capitare, ma perché vuole ‘non collaborare’ e quindi ‘boicottare’ l’esame, dovrà ripetere l’anno”.
Sulla scia del clamore suscitato da questa vicenda, anche Max Bruschi ha detto la sua. In un post su Facebook ha scritto:
“Prima di Gianmaria Favaretto e della sua emula, Maddalena Bianchi… il dibbbbattito sull’esame di Stato, per come proposto da media assortiti e correlati opinionisti, era tutto concentrato su dress code, colore dei bouquet, liceità della corona d’alloro, inquinamento acustico da tappi di bollicine… e correlata caricatura dei nostri ragazzi. Almeno si è tornati, seppure in maniera a volte belluina, a parlare di un tema serio: che si condivida o meno l’attuale assetto dell’esame, il confronto è su quello e non su instagrammabilità assortite”.