“In Italia ci sono 300mila classi di cui solo 1.000, cioè lo 0,6 per cento, ha un numero di iscritti nati in altri paesi superiore al 20 per cento. Davvero è questo il problema della scuola italiana? O il problema è che l’Italia è terzultima in Europa per investimenti nella scuola pubblica? Meloni investisse nella scuola pubblica, invece di fare propaganda inutile sulla pelle di bambine e bambini che non hanno alcuna colpa”. È forte l’attacco di Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, nei confronti dell’iniziativa del Governo, annunciata poche ore fa dalla premier Giorgia Meloni, di introdurre il 30% massimo di alunni stranieri per classe e di vietare di indossare il burqa a scuola (anche se i casi sono davvero pochi).
Secondo l’ex presidente della Camera, il doppio provvedimento, molto probabilmente al voto in Consiglio dei ministri già giovedì 24 settembre, non sarebbe in cima alle criticità della scuola italiana.
Secondo Boldrini, la premier “Meloni fa propaganda perché è a corto di argomenti e insegue Vannacci. Così anticipa, in una iniziativa di partito, provvedimenti del tutto strumentali come il divieto di burqa nelle scuole e il tetto del 30 per cento di allievi stranieri nelle classi’.
Inoltre, continua la dem, “Meloni sa benissimo che c’è già una legge del 1975, la Reale, che vieta di accedere a spazi pubblici (quindi anche alle scuole) con il volto coperto. E vale per tutti. E sa anche benissimo che la circolare Gelmini fissa già il tetto del 30 per cento, ma si è dimostrata inapplicabile. Lo dicono i presidi e gli insegnanti”.
Quindi, la parlamentare del Pd si lascia andare ad una serie di domande pubbliche: “Cosa succede se in una classe la percentuale degli iscritti stranieri è più del 30 per cento? Li lasciamo fuori? Neghiamo loro il diritto costituzionale allo studio? E come pensiamo possano integrarsi, delle bambine e dei bambini, se non vanno neanche a scuola?”.