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14.09.2026

Un docente non di ruolo: “Non farò mai il TFA come scorciatoia, neanche sotto tortura. Preferisco davvero morire da precario”

Con la ripresa delle lezioni, tornano alla ribalta le storie dei docenti precari della scuola italiana. Tra queste, quella di Emanuele, 30 anni, napoletano, laureato in lettere, che ha scelto di restare precario piuttosto che seguire il percorso TFA sostegno come scorciatoia verso il posto fisso. Il racconto è stato raccolto da Fanpage.it nell’ambito di una serie di testimonianze sul precariato scolastico.

La scelta di non fare il TFA sostegno

Emanuele insegna lettere e, pur essendo precario da sei anni, ha deciso di non intraprendere il Tirocinio Formativo Attivo per il sostegno, percorso che permette anche a chi non ha una formazione specifica di entrare più rapidamente nel sistema scolastico. “Non farò mai il TFA come scorciatoia, neanche sotto tortura. Preferisco davvero morire da precario”, ha dichiarato. Secondo il docente, una parte dei colleghi sceglierebbe il sostegno non per vocazione ma per accelerare l’accesso al ruolo, salvo poi chiedere il passaggio alla propria materia una volta entrati di ruolo. “Se devo scegliere tra ingannare e perdere io preferisco perdere”, ha aggiunto.

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I numeri del sostegno e le criticità del sistema

Secondo le ultime rilevazioni Istat, in Italia ci sono 377mila alunni con disabilità e 261mila insegnanti di sostegno; per colmare il divario, negli ultimi anni il numero di questi ultimi è cresciuto, ma il 22% non si sarebbe formato specificamente a questo scopo. Per Emanuele, il problema principale sarebbe che a pagare le conseguenze di un eventuale scarso impegno sarebbero soprattutto gli studenti con disabilità, oltre ai colleghi che invece scelgono il sostegno per reale vocazione e che si troverebbero esposti a pregiudizi legati a questo fenomeno.

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Le critiche al meccanismo di reclutamento

Il docente ha esteso le sue critiche anche al più generale sistema dei concorsi, ricordando i tre concorsi PNRR susseguitisi negli ultimi anni: secondo il suo racconto, si sarebbero create graduatorie sovrapposte, con numerosi idonei non vincitori e vincitori non ancora assunti. “È il caos”, ha commentato, spiegando di essere risultato idoneo ma non vincitore in un concorso, pur avendo superato entrambe le prove, perché il punteggio più alto sarebbe andato a candidati con determinati titoli, come il servizio civile.

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