Tra poco più di due settimane inizierà l’anno scolastico 2026/2027. Tra le novità che interesseranno fin da subito le scuole c’è la disciplina degli organi collegiali a distanza. Prima dell’estate è infatti arrivato l’accordo tra Ministero dell’Istruzione e organizzazioni sindacali per consentire lo svolgimento in modalità telematica delle riunioni collegiali dei docenti con carattere deliberativo.
Il CCNL 2019/21 già consentiva lo svolgimento da remoto delle riunioni prive di carattere deliberativo – programmazione didattica collegiale, consigli di classe e collegi docenti non deliberanti – ma per quelle deliberative si rendeva necessario un apposito confronto ministeriale. Il verbale siglato oggi stabilisce che tali riunioni, se svolte in modalità telematica, dovranno garantire il carattere personale del voto e offrire “garanzie di trasparenza” secondo criteri di sicurezza, integrità, correttezza e protezione dei dati.
Il Ministero invierà alle scuole il testo del verbale corredato da un allegato tecnico-organizzativo che indicherà i requisiti delle piattaforme digitali da utilizzare.
Il nuovo quadro consente di svolgere online, a determinate condizioni, anche le riunioni deliberative, come collegi docenti, consigli di classe e scrutini. Per farlo sarà però necessario che ogni istituto adegui il proprio regolamento e individui strumenti informatici conformi ai requisiti previsti.
Per molte scuole probabilmente il primo banco di prova arriverà già a settembre, quando saranno convocati i collegi per programmare il nuovo anno scolastico. C’è da dire che, però, il primo collegio docenti si svolgerà sicuramente in presenza. Le scuole devono infatti recepire l’accordo e modificare i propri regolamenti d’istituto.
Devono essere individuate, nel rispetto dell’ordinamento scolastico, le figure responsabili della conduzione della seduta e della verbalizzazione, con riferimento alle funzioni tipiche degli organi collegiali (es. Presidente, Segretario verbalizzante).
Devono essere previste procedure per la gestione di eventuali malfunzionamenti, inclusa la sospensione delle operazioni di voto e, se necessario, la loro ripetizione.
E le tempistiche? Ecco cosa ha detto il segretario nazionale Cisl Scuola Attilio Varengo ai nostri microfoni: “Non è stata fissata una scadenza perentoria; le scuole possono procedere con i tempi necessari per avviare un confronto sereno all’interno della comunità professionale. Ogni istituto valuterà in base alle proprie esigenze ambientali e logistiche (ad esempio, l’alto numero di docenti pendolari o le condizioni climatiche in determinati periodi dell’anno). La sintesi sottoscritta aiuta le scuole chiarendo le responsabilità datoriali e rendendo fruibile un istituto contrattuale che valorizza la professionalità docente e l’efficacia dell’azione scolastica”.
Va ricordato anche che la presa di servizio è tutt’altro: si tratta di un adempimento che va compiuto in presenza, obbligatoriamente, il 1° settembre, non da tutti i docenti. Ma chi riguarda?