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10.04.2026

Dad a maggio? Azzolina contraria: “Questione di rispetto per i docenti, tanti non starebbero nella città dove insegnano”

Dad a maggio a causa della crisi energetica in corso per risparmiare su riscaldamenti e benzina? L’ipotesi di cui si parla da una settimana non è vista di buon occhio proprio dalla ministra dell’Istruzione che è stata costretta ad attivarla nel primo periodo della pandemia da Covid: Lucia Azzolina.

Quest’ultima, intervistata da Fanpage, si è detta contraria alla possibilità: “Per gli studenti sarebbe traumatico ma è anche una questione di rispetto per i docenti. Il rischio è che se si fa la Dad, tanti non starebbero nemmeno fisicamente nella città dove insegnano”.

Ma non è solo questo l’aspetto che ha considerato: “C’è un elemento fondamentale, quello della socialità, che non possiamo non considerare. Degli hikikomori in Italia si parla poco, ma abbiamo tantissimi ragazzi chiusi nelle loro stanze davanti a pc e telefoni. Li getteremmo di nuovo in un baratro in cui non meritano di stare”.

“Perché quando c’è un problema reale, come quello che stiamo vivendo adesso, la prima cosa a cui si pensa è chiudere le scuole? Perché devono essere sempre i più giovani a pagare nel nostro Paese?”, ha concluso.

Dad a maggio? Quasi la metà dei docenti a favore

La Didattica a distanza per cause nazionali di forza maggiore, tanto osteggiata durante e dopo il periodo Covid, non sembra essere disdegnata dagli insegnanti, almeno così come ci si potrebbe aspettare: in caso di aggravamento della crisi energetica, dovuta alla guerra in Medio Oriente, quasi la metà dei docenti si dichiara infatti favorevole all’attivazione della didattica a distanza.

È quanto emerge da un sondaggio realizzato dalla Tecnica della Scuola, con 1.655 risposte prodotte da docenti, studenti e genitori all’indomani dell’ipotesi Dad da svolgere già nel mese di maggio, paventata dapprima in ambienti sindacali nel weekend di Pasqua, ma poi smentita dal Governo.

In particolare, esaminando le risposte al sondaggio, risulta che il 52,82% dei docenti rifiuta l’idea di tornare alla Dad, o comunque non la ritiene una misura adeguata da applicare. Il 46,40% invece la gradirebbe, forse anche spinto dalla necessità di risparmiare i soldi della benzina, in costante aumenti, per recarsi al lavoro. In generale, la maggior parte dei docenti ha specificato che la didattica ideale si svolge in presenza, ma in determinate circostanze la Dad è comunque una risposta possibile per proseguire le lezioni.

Attraverso il sondaggio è stato chiesto, solo agli insegnanti, anche di esprimere la loro opinione rispetto al possibile svolgimento – in vista degli ultimi adempimenti di maggio e giugno – dei collegi docenti in modalità online. Su questa possibilità la tendenza è risultata decisamente chiara: l’88,95% degli insegnanti si è espresso in modo favorevole.

La simulazione: quanto spendono i docenti per il carburante?

Una percentuale non trascurabile di lavoratori della scuola, docenti e Ata, è costretta a compiere ogni giorno tratti di strada non indifferenti: sono i pendolari della scuola. Ma quanto spendono questi dipendenti ogni mese? Da una simulazione della Tecnica della Scuola risulta che la spesa è importante.

Se si calcola una tratta di 150 chilometri al giorno, 75 chilometri all’andata e 75 al ritorno, solo nel mese di febbraio, a fronte di 24 giorni lavorativi, la spesa per un docente pendolare è stata di circa 306 euro per un’auto a diesel (calcolando una media di 20 chilometri percorsi con un litro di carburante) e di 397 euro per un’auto a benzina (15 chilometri al litro). A marzo, a fronte di 26 giorni lavorativi, a causa dell’innalzamento del prezzo del carburante, la spesa è lievitato a 388 euro per un’auto a diesel e a 459 euro per un’auto a benzina. Considerando che il compenso di un dipendente pendolare della scuola varia, a inizio carriera, tra i 1.200 e i 1.500 euro, possiamo dire che la spesa affrontata per il trasporto casa-scuola-casa (senza considerare altri costi, come l’usura delle gomme, dei freni e delle somme necessarie all’assistenza del veicolo privato) si colloca tra il 25% e il 30% dello stipendio.

Cosa dice la normativa sulla Dad?

Ma le scuole sarebbero pronte a tornare alla didattica a distanza? La Tecnica della Scuola ha ripercorso le indicazioni date alle scuole durante la pandemia da Covid, dai primi Dpcm fino alle linee guida del 7 agosto 2020 che parlavano di Didattica Digitale Integrata (DDI). 

C’è da ricordare che secondo quanto stabilito dall’Ipotesi di CCNI del 25 ottobre 2020, l’attivazione della didattica a distanza è “strettamente ed esclusivamente legata allo stato di emergenza dovuto al virus COVID-19”, almeno a livello generalizzato. In soldoni, al momento il CCNI dei docenti relativo alla Dad fa riferimento solo alla situazione epidemiologica da Covid. Solo con un intervento del Governo si potrebbe estendere ad altre situazioni, come appunto quella attuale di crisi energetica.

Il talk

Su questi argomenti abbiamo organizzato un talk, in onda su YouTube e su Facebook il 10 aprile alle 19:00, con ospiti Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, e il pedagogista Daniele Novara.

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