I casi di scena muta sono ormai diventati il simbolo della maturità 2025, tanto da spingere il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara a dire che è intenzionato a riformare gli esami e, dall’anno prossimo, bocciare chi boicotta l’orale di Maturità.
Ma c’è stato anche un altro caso emblematico: un ragazzo di diciannove anni, Pietro Marconcini, del liceo scientifico Plinio Seniore di Roma, ha chiesto, con una lettera inviata al ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, di modificare il suo voto di maturità, da 83 a 60.
“Per tutte le lacrime versate, per tutte le crisi nervose avute, per tutte le prese in giro, le critiche subite a causa di un sistema scolastico alienante e cieco, per tutti i sorrisi che ci sono stati sottratti, Ministro, io le chiedo di ridurre il mio voto attribuito al termine dell’esame di stato a 60/100. Le chiedo questo perchè non riesco a riconoscermi in questo sistema scolastico, basato sulla competizione e che mi ha impartito questa valutazione, perchè nessun altro debba subire ciò che ho vissuto io, e quelli prima di me”, questo un estratto del messaggio, diffuso dalla Rete degli Studenti Medi del Lazio.
Ma perché questa protesta? Il voto di maturità può davvero essere rifiutato e ridotto? Di questo abbiamo nel corso della diretta della Tecnica della Scuola di oggi, 18 luglio, alle ore 15,00 a cui sarà presente lo stesso studente Pietro Marconcini.
A dialogare con lui Mario Rusconi, presidente Anp Roma, e Federico Bianchetti, giornalista di Skuola.net. Conduce e modera il direttore della Tecnica della Scuola, Alessandro Giuliani. Diretta visibile sulla pagina Facebook e sul canale YouTube della Tecnica della Scuola.
Il primo caso di protesta alla Maturità è stato quello di uno studente di diciannove anni di Padova; poi c’è stato il caso di una studentessa di Belluno che si è lamentata con i docenti che non l’hanno mai voluta conoscere davvero. Successivamente è venuto il turno di un altro studente veneto, di Treviso, di uno studente di una scuola privata di Firenze e infine di una studentessa della provincia di Pesaro e Urbino demoralizzata da un sette in condotta.
Per capire meglio gli umori del mondo della scuola, La Tecnica della Scuola ha lanciato un sondaggio che ha coinvolto 1.101 persone: 716 docenti, 164 genitori, 53 studenti, 18 dirigenti.
I risultati parlano chiaro: l‘idea di Valditara di bocciare chi fa scena muta alla Maturità piace alla maggior parte degli “adulti”, che siano docenti, dirigenti o genitori. Gli studenti, invece, hanno qualche perplessità.
In particolare, il 70,5% dei docenti è favorevole alla bocciatura per chi boicotta l’orale della maturità, il 24,7% è contrario. Situazione simile anche per quanto riguarda i dirigenti scolastici: il 60,7% si dice d’accordo. Situazione analoga pure per quanto riguarda i genitori: sono per la ripetizione dell’anno il 65,9%.
Caso diverso per gli studenti, che non sono così compatti: il 58,7% di loro è contrario alla proposta del ministro. Ad essere favorevole è solo il 33,3%.