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25.08.2026
Aggiornato alle 12:13

Buono scuola alle paritarie, Valditara: dobbiamo sempre più rafforzarlo

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, torna a parlare di sostegno economico delle scuole paritarie. L’occasione per farlo è il Meeting di Rimini, dove martedì 25 agosto lo stesso titolare del Mim è atteso per un intervento dal palco.

Le parole del Ministro

A colloquio con Sussidiario.it, portale vicino a Cl, Valditara ha anticipato parte dei temi di cui parlerà in Romagna ricordando, in particolare, di avere “fortemente sostenuto il buono scuola come simbolo di un’autentica libertà educativa delle famiglie“.

Secondo il numero uno del dicastero bianco di Viale Trastevere, dunque, “il buono scuola dovrà essere sempre più rafforzato, deve essere considerato un pilastro del nostro sistema formativo“.

L’incremento dei finanziamenti per le paritarie

Ricordiamo che uno degli ultimi provvedimenti a sostegno degli istituti paritari – approvato anche su spinta dei Noi Moderati e dell’ex ministra Mariastella Gelmini – prevede che il “Buono paritarie” , già presente in alcune regioni, come la Lombardia, sarà quest’anno assegnato alle famiglie degli alunni che “frequentano una scuola secondaria di primo grado paritaria o il biennio della secondaria di secondo grado, sempre paritaria”: si tratta di un bonus complessivo pari a 1500 euro, con vincoli legati al reddito conseguito.

L’attuale Governo ha comunque aumentato la spesa per le scuole paritarie. Già  lo scorso anno i finanziamenti pubblici per tali istituti – a cui sono iscritti circa 800mila alunni, in larga prevalenza del primo ciclo – sono risultati comunque in crescita: in particolare, nel gennaio 2025 il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha firmato due decreti che hanno destinato da più di 750 milioni di euro complessivi a favore delle scuole paritarie, di cui 400mila euro per il sostegno agli studenti con disabilità, con un aumento di 50 milioni di euro rispetto all’anno scolastico precedente.

I favorevoli

Tra le associazioni che hanno espresso il loro ringraziamento all’esecutivo figura la Fism, la Federazione Italiana Scuole Materne, che rappresenta oltre 9mila realtà educative dove sono iscritti quasi mezzo milione di bambini e 40mila lavoratori.

Per quanto riguarda la spesa pubblica per gli alunni iscritti alle scuole non statali, Suor Anna Monia Alfieri, paladina dei corsi paritari, ha di recente dichiarato che “lo Stato destina allo studente della scuola statale 10 mila euro (quando il costo medio studente è pari, in media, a euro 7.500,00, evidente lo spreco di denari pubblici, cioè delle tasse dei cittadini), mentre per uno studente della scuola paritaria lo Stato destina 750 eurose frequenta la Scuola secondaria di primo grado 204 euro. Cosa sono 204 euro all’anno a studente, contro a 7.500,00 euro di costo medio studente e ai 10 mila euro dello studente della scuola statale?”.

I contrari

La politica del rafforzamento dei sussidi a favore delle scuole paritarie trova da tempo l’opposizione di diversi sindacati di settore, a partire dalla Flc-Cgil, ma soprattutto dall’opposizione politica.

In particolare dal Movimento 5 stelle e dal Partito democratico, che lamentano troppa attenzione per le scuole paritarie e poca per quelle pubbliche, per le quali si prospetta, probabilmente, una tendenza al ribasso per gli investimenti sul lungo periodo (a partire dal 2027) e alla sostanziale conferma di quelli già presenti per quanto riguarda l’anno in corso.

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