Se in Italia 250 mila maturandi su cinquecentomila non sono sufficienti in Italiano e Matematica, e al Sud la situazione è ancora peggiore,cosa si può fare? A chiederlo al ministro Giuseppe Valditara è stata Gianna Fregonara, giornalista del Corriere della Sera, nel corso di un’intervista incentrata sulla volontà del dicastero dell’Istruzione e del Merito di cambiare l’orale della maturità a seguito del rifiuto di cinque studenti nel sostenere il colloquio dell’Esame di Stato (l’ultima, una maturanda di Piobbico, vicino Pesaro e Urbino, dopo tre studenti veneti e un’altra studentessa di una scuola privata di Firenze).
Il ministro glissa sugli ultimi esiti delle prove Invalsi, patticolarmente penalizzanti per gli alunni del Sud, e preferisce tornare sul dato in sensibile miglioramento sulla dispersione: “Abbiamo ottenuto risultati molto positivi contro l’abbandono scolastico – ricorda Valditara -, le proiezioni sono al di sotto del target del 9 per cento fissato dall’Europa per il 2030”.
Il titolare del dicastero bianco conferma anche che continuerà a puntare su “Agenda Sud”, semplicemente perché “il piano strategico per contrastare i divari di competenze nel Mezzogiorno, ha dimostrato di funzionare: nelle scuole della sperimentazione i giovani hanno migliorato notevolmente le performance in italiano e matematica”.
All’obiezione che “forse non basta”, il Ministro replica ancora che a Viale Trastevere “investiremo sempre più risorse in Agenda Sud. Inoltre è indispensabile modificare i programmi per potenziare l’insegnamento di italiano e matematica”.
È assai probabile che il Ministro si sia riferito anche alla volontà di introdurre le nuove Indicazioni nazionali: dopo quelle varate (con non poche proteste) per il primo ciclo, alla Tecnica della Scuola risulta che è tutto pronto anche per cominciare ufficialmente il confronto su quelle della secondaria: dopo l’estate 2025 è assai probabile che venga pubblicata la prima bozza sulle indicazioni nazionali anche del secondo ciclo d’Istruzione.