Oggi, 18 giugno, ha inizio ufficialmente la maturità 2026 con la prima prova d’italiano, scelta a livello ministeriale e uguale, per contenuti, per tutte le scuole. Ecco quali autori sono stati proposti agli studenti ad un passo dal diploma quest’anno.
Come riportano e La Repubblica e Ansa, tra le tracce ci sono opere di Cesare Pavese, Vitaliano Brancati e Mario Calabresi.
A1: Cesare Pavese, “Passerò per Piazza di Spagna”.
A2: Vitaliano Brancati, “I Piaceri”.
B1: testo tratto da Assemblea Costituente (Insediamento e discorso del Presidente Giuseppe Saragat).
B2: Piero Bianucci, “Te lo dico con parole tue”. La scienza di scrivere per farsi capire
B3: Frank Furedi, “I confini contano”.
C1: Wenke Husmann (Die Zeit), articolo “Funziona a meraviglia” comparso su L’Internazionale nel gennaio 2026
C2: Mario Calabresi, “Alzarsi all’alba”.
Ed è proprio il giornalista, ex direttore di Repubblica e La Stampa, a raccontare sul proprio sito la nascita del suo testo.
L’autore racconta la nascita del suo libro Alzarsi all’alba, un progetto iniziato nel 2016 con l’obiettivo di riflettere sul significato della fatica nella società contemporanea. Secondo Calabresi, oggi la parola “fatica” viene percepita quasi esclusivamente in senso negativo, come qualcosa da evitare, mentre si è diffusa l’illusione che sia possibile ottenere successo, risultati e soddisfazioni senza impegno e sacrificio.
L’autore osserva invece che la fatica continua a essere una realtà quotidiana per milioni di persone: lavoratori, genitori e caregiver che affrontano responsabilità e difficoltà spesso senza ricevere riconoscimento. Per questo ritiene necessario restituire valore a concetti come dedizione, pazienza, tenacia e perseveranza, considerandoli elementi indispensabili per la crescita personale e collettiva.
La svolta nella riflessione arriva dall’incontro con Veronica Yoko Plebani, atleta con entrambe le gambe amputate a metà piede. Nonostante le difficoltà, la giovane affronta con determinazione allenamenti impegnativi e sfide quotidiane. Osservandola mentre si dirige verso il mare per allenarsi, l’autore rimane colpito dalla sua forza d’animo e soprattutto da una frase che racchiude il senso dell’intero libro: «La fatica la devi adorare».
Il testo propone quindi una rivalutazione della fatica non come ostacolo da eliminare, ma come esperienza che permette di sviluppare resilienza, consapevolezza e capacità di affrontare le sfide della vita. L’alba, simbolo scelto per il titolo del libro, rappresenta proprio questa idea: lo sforzo di alzarsi presto si trasforma nella possibilità di accogliere nuove opportunità e di costruire il proprio percorso con impegno e determinazione.
L’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2024/2025 prevede una prima prova scritta di italiano (giovedì 18 giugno 2026), una seconda prova scritta specifica per l’indirizzo di studio (venerdì 19 giugno 2026), e un colloquio.
Ma cosa cambierà alla Maturità 2026? Ecco una piccola guida:
Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due interni, due esterni e il presidente esterno.
Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.
Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.
Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.
Inoltre, c’è un nuovo indicatore nella griglia del colloquio, d’ora in poi: si tratta del “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”.
L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.