Ancora violenza nelle scuole italiane: un docente 60enne di una scuola dell’hinterland milanese è finito in ospedale dopo essere rimasto coinvolto in una rissa tra alcuni studenti nella mattinata di oggi, 18 maggio.
Come riporta Milano Today, la lite è degenerata per futili motivi ed è scoppiata in pochi minuti. Stando a quanto finora ricostruito il professore, insieme ad altri docenti, sarebbe intervenuto per placare un violento litigio tra tre studenti.
Proprio in questo frangente uno dei giovanissimi – tutti minorenni tra i 15 e i 16 anni – avrebbe impugnato un’asta metallica (quella del dispenser del gel disinfettante). Proprio in questa azione ha colpito in modo non del tutto volontario il docente.
Sul posto è intervenuta un’ambulanza e il professore è stato trasportato in codice giallo al pronto soccorso. Le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni. I genitori dei ragazzi sono stati convocati a scuola. Per il momento non sono stati presi provvedimenti nei loro confronti, ma sembra che la scuola non abbia intenzione di lasciare cadere nel vuoto quanto accaduto.
Di recente c’è stato un inasprimento delle pene per chi aggredisce membri del personale scolastico, come quanto stabilito dal Decreto Sicurezza 2026, l’approvato alla Camera a fine aprile.
Ecco una sintesi dei punti principali del decreto che riguardano la scuola:
1. Tutela penale del personale scolastico
L’Articolo 11 è interamente dedicato al rafforzamento della protezione del personale della scuola contro gli episodi di violenza. Le misure principali includono:
2. Aggravanti per reati commessi nei pressi di scuole
L’Articolo 1 prevede un’aggravante specifica (pena aumentata da un terzo alla metà) per il porto ingiustificato di strumenti atti a offendere se il fatto è commesso all’interno o nelle immediate vicinanze di istituti di istruzione o di formazione.
3. Disciplina e incompatibilità dei docenti (Proposte)
Tra gli emendamenti discussi (es. G7.3001), emerge la proposta di valutare l’opportunità di avviare procedimenti disciplinari e l’eventuale destituzione per i docenti che commettono delitti non colposi contro l’ordine pubblico o delitti violenti contro la persona, qualora accertati con sentenza definitiva e ritenuti incompatibili con la funzione educativa.
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