Come ogni giorno, come ormai da più di una settimana, ci sono aggiornamenti sul caso dello studente suicida a quattordici anni per bullismo, in provincia di Latina. Come riporta Il Corriere della Sera, ci sono novità in merito al suo rapporto con i compagni di scuola.
“I compagni di classe? C’erano ai funerali di Paolo, una buona parte. Lo hanno appurato i Carabinieri: adesso servono verifiche più ampie”, queste le parole del procuratore capo di Cassino Carlo Fucci, che sta lavorando insieme alla procura dei minori di Roma e agli ispettori del Mim per capire cosa sia davvero successo.
“Non tutti erano in chiesa – precisa, contraddicendo in parte quanto detto dai genitori – ma ce n’era una buona parte. Così come c’erano alcuni studenti della scuola, che avevano organizzato il lancio dei palloncini. Ho voluto chiarirlo per capire se ci fosse o meno un clima tendente all’esclusione proprio il giorno dei funerali”.
“Sarà un’inchiesta lunga, ci vorranno alcuni mesi per avere un quadro completo ed evidenziare eventuali profili penali che potrebbero riguardare sia minori sia adulti. Gli approfondimenti non riguardano solo l’ambito scolastico – afferma Fucci – perché bisogna ricostruire quanto più possibile del contesto familiare, di tutte le conoscenze che Paolo aveva oltre alla scuola, i luoghi che frequentava legati, ad esempio, alla sua passione per la musica. Stiamo spingendo per avere un quadro completo nel più breve tempo possibile”.
“Tra le cose da verificare, se abbia funzionato lo sportello di ascolto psicologico istituito per legge, ma ripeto ci sono una serie di profili che stiamo scandagliando anche al di fuori dell’ambiente scolastico”, conclude.
Molto spesso i casi di bullismo si verificano a scuola, luogo in cui gli studenti passano gran parte delle loro giornate. Spesso si chiamano in causa, come negli ultimi giorni, docenti e dirigenti scolastici, accusati di non aver vigilato, di non essersi accorti di situazioni di disagio.
Per questo, La Tecnica della Scuola ha voluto fare chiarezza con un focus, per capire quali obblighi ha il personale della scuola, cosa si rischia in caso di mancata segnalazione.
Abbiamo cercato di capire cosa prevede la nuova legge contro il bullismo voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la n. 70 del 2024: cosa è cambiato? Cosa deve fare ogni scuola? Cosa dicono le linee guida in merito, che non vengono aggiornate dal 2021? Concretamente, cosa deve fare un docente che si trova davanti ad un caso di bullismo? Quali obblighi hanno i dirigenti scolastici?
Inoltre, abbiamo cercato di capire cosa aveva messo in atto, prima del suicidio di Paolo, la sua scuola, al momento oggetto di ispezione da parte del Ministero.
Nell’immaginario collettivo, purtroppo, il bullismo è considerato spesso alla stregua di una ragazzata. Così non è, spiega l’avvocato Dino Caudullo, esperto di diritto scolastico. Le responsabilità degli studenti che si macchiano di questi comportamenti possono essere penali e civili, coinvolgendo anche le famiglie. Quanto ai docenti e ai dirigenti scolastici, sono legate principalmente alla vigilanza e all’omessa denuncia.