Due anni fa veniva uccisa la povera Giulia Cecchettin: il padre Gino, oggi presidente della Fondazione a lei intitolata, è stato ospite ieri, 16 novembre, a Che Tempo Che Fa, sul Nove. Qui ha lanciato un progetto che sta per partire.
Presto la Fondazione, in collaborazione con l’Università di Firenze, si occuperà di formare mille insegnanti sui temi dell’educazione sessuale e affettiva e sulla violenza di genere. Cecchettin, ha chiarito, rispondendo alla domanda del conduttore Fabio Fazio, che non è un progetto in collaborazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
“L’ora di educazione all’affettività cambierebbe le cose. Quanti genitori hanno fatto realmente educazione sessuale ai propri figli? In alcune famiglie è presente violenza. Forse non sanno nemmeno di cosa si parla. Sono convinto che i piani educativi dovrebbero farli il Ministero, i dirigenti scolastici e poi i docenti”; queste le sue parole.
Fazio ha poi fatto una proposta a Cecchettin: lo ha invitato a parlare, ogni tanto, in trasmissione, per fare educazione all’affettività, offerta che è stata accettata dal padre di Giulia.
Nel frattempo l’11 novembre la Lega alla Camera ha depositato un emendamento sull’educazione alla sessualità a scuola, parzialmente correttivo rispetto al testo approvato in commissione. Cade il “divieto” di fare attività di educazione sessuale con esterni nelle scuole medie, che vengono in tal modo equiparate alle superiori, dove si richiede per tali attività il consenso dei genitori che dovranno conoscere temi e materiale didattico.
Valditara, in aula, ha affermato, ad alta voce: “È stato detto che con questo disegno di legge impediremmo l’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, di informare i nostri giovani sui rischi delle malattia sessualmente trasmesse, è falso. È stato sfruttato un tema così delicato come quello dei femminicidi, sono indignato che abbiate detto che questa legge impedisca la lotta contro i femminicidi, vergognatevi, tutto questo non c’è in questa legge”.
Da qui la bagarre, con molti parlamentari che si sono alzati in piedi e la presidente di turno Anna Ascani che li ha richiamati più volte al silenzio. Valditara ha rivendicato “l’educazione alle relazioni, al rispetto e all’empatia, la vera affettività, il contrasto alla violenza di genere” svolta a scuola proprio per volontà del governo, scatenando urla e proteste.
Ma quindi cosa cambierà nel concreto? Qual è lo stato delle cose? La Tecnica della Scuola ha voluto costruire un focus per fare chiarezza sull’argomento.
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