Abbiamo spesso parlato dei casi di studenti e delle loro famiglie che di fronte a bocciature, non ammissioni e brutti voti fanno ricorso al Tar. L’ultimo caso è molto particolare: un ragazzo di Pordenone, non ammesso agli esami di Maturità, ha deciso di fare ricorso ed è riuscito, almeno con riserva, a sostenere le prove.
Come ricorda Il Messaggero Veneto, l’ammissione alla Maturità con la sospensiva dell’esclusione del Tar è un provvedimento d’urgenza per sostenere l’esame con riserva. Questo significa che il candidato può svolgere le prove scritte e il colloquio, ma l’esito definitivo sul diploma dipenderà dal giudice nel merito del ricorso.
Il diploma sarà valido se il giudice darà esito favorevole allo studente ricorrente. In caso di bocciatura? Non si escludono ulteriori ricorsi, come dichiara Giuseppe Mancaniello, della Flc-Cgil.
Secondo alcuni dati riportati da La Tecnica della Scuola, soltanto nel territorio di Roma, negli ultimi cinque anni, i contenziosi sarebbero aumentati del 25%. Una vera e propria “impennata” dei ricorsi, che secondo alcuni osservatori potrebbe addirittura innescare una paura di bocciare negli insegnanti, che subirebbero una sorta di condizionamento. Con l’effetto collaterale di “falsare” le valutazioni sulle competenze raggiunte alla fine dell’anno.
Un capitolo a parte merità l’esame di maturità. Come chiarito dall’avvocato Isetta Barsanti Mauceri, esponente del Sidels, la riforma non avrà particolari effetti sul tema dei ricorsi. Cosa fare, dunque, per evitare che si verifichino situazioni di questo tipo? E in generale, fino a dove si estende la “libertà” di valutazione dei docenti, e quando possono intervenire i giudici?
Molto spesso i genitori, prima di fare ricorso, assistiti dai propri legali, richiedono un semplice accesso agli atti per capire se sono state commesse irregolarità: di questo argomento abbiamo parlato proprio recentemente, nell’ultima guida di SOS dirigenti scolastici, curata dall’ex dirigente scolastica Gabriella Chisari.
Sono tanti gli aspetti da tenere in considerazione, insomma. Un tema delicato, dice l’avvocato Caudullo, riguarda per esempio gli studenti con bisogni educativi speciali, che possono avere sensibilità particolari che nel corso di un’interrogazione possono pesare in negativo. Queste e tante altre riflessioni sono state al centro della nuova puntata di Scuola Talk, disponibile sul nostro sito, ma anche sui nostri canali social, Facebook e YouTube, dove è possibile anche rivedere le trasmissioni precedenti.