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Aggiornato il 17.07.2025
alle 09:10

Scena muta Maturità, Valditara: “Rispetto per chi ha passato notti insonni a studiare. Con il 99,8% di promossi, di che parliamo?”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara è tornato sulla questione della scena muta all’orale della maturità 2025 ribadendo la sua contrarietà alla protesta che ha coinvolto ben sei alunni, che hanno criticato il sistema scolastico basato sui voti.

Ecco cosa ha detto ai microfoni di Esperia Media: “Innanzitutto c’è una grande questione di rispetto verso le regole e di rispetto verso i docenti e verso quei compagni che negli ultimi mesi hanno provato ansia, stress, speranze, hanno passato notti insonni per studiare e prepararsi all’esame di maturità. E il rispetto delle regole è fondamentale perché se chiunque potesse non affrontare le prove che non piacciono, se chiunque potesse dire no a tutto ciò che non piace, è ovvio che la società entrerebbe nel caos. Poi c’è un altro aspetto importante. Noi dobbiamo aiutare i ragazzi a superare le difficoltà, a superare le prove, non ad avere paura delle prove. Questa forma di boicottaggio è in realtà l’espressione di una paura della prova e credo che sarebbe fortemente diseducativo legittimarla ed assecondarla”.

Giusto protestare? Valditara ha insistito: “Ci sono forme democratiche previste dal nostro ordinamento anche all’interno del mondo scolastico per far emergere le proprie problematiche. Non è un caso, per esempio, che io abbia per la prima volta voluto valorizzare le consulte studentesche che ricevo costantemente qui al Ministero proprio perché sono elettive e proprio perché sono costituite da studenti che frequentano la scuola e con loro discutiamo, vediamo di affrontare le problematiche che vengono dal mondo degli studenti”.

“Ho sentito invece delle osservazioni, delle motivazioni a fondamento di questo boicottaggio che francamente non condivido, non mi convincono. Noi, hanno detto questi ragazzi che hanno rifiutato l’orale, protestiamo perché siamo contro le valutazioni e siamo contro la competizione, ma la vita è fatta di valutazioni. La vita è fatta di competizione. E poi ragazzi, ma con il 99,8% di promossi, ma di che stiamo parlando? Con il fatto che addirittura si può essere promossi senza aver dato l’orale. Ma di che stiamo parlando? bisogna invece le prove, le valutazioni abituarsi ad affrontarle perché il capo del personale, il direttore, il collega o banalmente quando si affronterà l’università eh i i gli esami con il docente che necessariamente ti sottopone ad una valutazione. Ecco, se voi non vi abituate ad affrontare serenamente, costruttivamente questo percorso, rischiate poi nella vita di non saper affrontare le grandi sfide a cui inevitabilmente, come tutti noi, noi che ci siamo già passati, anche voi sarete chiamati ad affrontare”, ha aggiunto.

I casi

Il primo è stato quello di uno studente di diciannove anni di Padova; poi c’è stato il caso di una studentessa di Belluno che si è lamentata con i docenti che non l’hanno mai voluta conoscere davvero. Successivamente è venuto il turno di un altro studente veneto, di Treviso, di uno studente di una scuola privata di Firenze e infine di una studentessa della provincia di Pesaro e Urbino demoralizzata da un sette in condotta.

Il sondaggio

Per capire meglio gli umori del mondo della scuolaLa Tecnica della Scuola ha lanciato un sondaggio che ha coinvolto 1.101 persone: 716 docenti, 164 genitori, 53 studenti, 18 dirigenti.

I dati del sondaggio

I risultati parlano chiaro: l‘idea di Valditara di bocciare chi fa scena muta alla Maturità piace alla maggior parte degli “adulti”, che siano docenti, dirigenti o genitori. Gli studenti, invece, hanno qualche perplessità.

In particolare, il 70,5% dei docenti è favorevole alla bocciatura per chi boicotta l’orale della maturità, il 24,7% è contrario. Situazione simile anche per quanto riguarda i dirigenti scolastici: il 60,7% si dice d’accordo. Situazione analoga pure per quanto riguarda i genitori: sono per la ripetizione dell’anno il 65,9%.

Caso diverso per gli studenti, che non sono così compatti: il 58,7% di loro è contrario alla proposta del ministro. Ad essere favorevole è solo il 33,3%.

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