In questi giorni si parla moltissimo del caso dello studente di quattordici anni suicida a causa del bullismo subito a scuola, in provincia di Latina. Sono in corso ispezioni nelle scuole da lui frequentate e una indagine per istigazione al suicidio.
La giornalista Selvaggia Lucarelli ha sollevato alcuni dubbi sulla questione, su Il Fatto Quotidiano: “Seguo dal primo momento la triste vicenda del suicidio di Paolo e, mi dispiace dirlo, ma la versione dei genitori è tutta da verificare. Il racconto sul bullismo subito in tutte le scuole, dalle elementari alle medie alle superiori da studenti e persino insegnanti che quando il ragazzino veniva picchiato dicevano ‘rissa rissa’ mi lascia molto perplessa”, ha esordito.
“Così come le critiche pubbliche a una professoressa che lo ha rimandato per un 5 in matematica e accusata sottilmente di aver contribuito a un cambio d’umore del ragazzino (perché una professoressa non dovrebbe essere libera di rimandare un ragazzino? Perché utilizzare questo fatto per commentare il suicidio del figlio in tv e sui giornali?). Tra l’altro, la preside smentisce le 15 denunce che i genitori avrebbero fatto (che poi vengono ridimensionate dagli stessi genitori) e smentisce pure l’assenza della scuola al funerale, come dichiarato dai genitori. Non dico che non possano essere avvenute cose spiacevoli a scuola, ma qui ci sono bambini accusati di istigazione al suicidio e una preside accusata di essere un mostro omertoso, io aspetterei la conclusione delle indagini. I suicidi sono una materia complessa, non si trattano in questo modo semplicistico e accusatorio”, ha aggiunto.
Insomma, secondo la blogger bisognerebbe non trarre conclusioni affrettate quando si tratta con casi del genere.
Seguo dal primo momento la triste vicenda del suicidio di Paolo e, mi dispiace dirlo, ma la versione dei genitori è tutta da verificare. Il racconto sul bullismo subito in tutte le scuole, dalle elementari alle medie alle superiori da studenti e persino insegnanti che quando il… pic.twitter.com/L8E1XJWanf
— Selvaggia Lucarelli (@stanzaselvaggia) October 1, 2025
In effetti il padre del ragazzo ha raccontato alcuni aneddoti, uno dei quali relativo ad una maestra che addirittura avrebbe incitato alla rissa contro il ragazzo. “Per tanti anni abbiamo segnalato quello che non andava. Già alle elementari avevamo presentato una denuncia ai carabinieri perché era bullizzato dalle maestre: addirittura un bambino si presentò con un coltello di plastica in classe dicendo che voleva ammazzarlo, mentre una maestra li incitava alla rissa. È tutto nero su bianco quello che dico”, queste le sue parole.
Nel frattempo la dirigente scolastica ha ribadito all’Ansa: “Nessuna segnalazione da parte dei genitori, nessuna criticità rilevata dalla psicologa dello sportello di ascolto dove Paolo si recava, nessun atteggiamento indifferente tanto che al funerale c’era l’intera classe e tutta la scuola”.
“Paolo si recava sempre allo sportello di ascolto attivo nella nostra scuola, ma la psicologa non ha mai rilevato situazioni tali da far scattare un protocollo di emergenza”, ha detto la dirigente. “Al nostro istituto non è mai pervenuta alcun tipo di denuncia da parte loro, né questi ultimi hanno mai chiesto un colloquio con me. Anzi, avevano scelto la nostra scuola proprio perchè inclusiva. Illazioni su docenti indifferenti o addirittura conniventi non trovano corrispondenza da nessuna parte”.
“La sua era una classe caotica in cui sono emerse difficoltà, ma non tali da far presupporre atteggiamenti di bullismo. Ci sono stati numerosi incontri di gruppo con una psicologa, oltre alla presenza di tre insegnanti di sostegno che sono abituati a lavorare sulle fragilità di tutti, non solo su quelle assegnate. Abbiamo relazioni e verbali dei consigli di classe, tanta documentazione che esibiremo a chi ce la chiederà. Tutti i docenti e i ragazzi sono sconvolti, e non è assolutamente vero che non eravamo presenti al suo funerale: c’era la sua intera classe e tutta la scuola”, ha concluso.
Proprio domenica scorsa, a Domenica In, i genitori hanno ribadito l’assenza della scuola ai funerali, fatto che è stato smentito dalla scuola.
Molto spesso i casi di bullismo si verificano a scuola, luogo in cui gli studenti passano gran parte delle loro giornate. Spesso si chiamano in causa, come negli ultimi giorni, docenti e dirigenti scolastici, accusati di non aver vigilato, di non essersi accorti di situazioni di disagio.
Per questo, La Tecnica della Scuola ha voluto fare chiarezza con un focus, per capire quali obblighi ha il personale della scuola, cosa si rischia in caso di mancata segnalazione.
Abbiamo cercato di capire cosa prevede la nuova legge contro il bullismo voluta dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, la n. 70 del 2024: cosa è cambiato? Cosa deve fare ogni scuola? Cosa dicono le linee guida in merito, che non vengono aggiornate dal 2021? Concretamente, cosa deve fare un docente che si trova davanti ad un caso di bullismo? Quali obblighi hanno i dirigenti scolastici?
Inoltre, abbiamo cercato di capire cosa aveva messo in atto, prima del suicidio di Paolo, la sua scuola, al momento oggetto di ispezione da parte del Ministero.
Nell’immaginario collettivo, purtroppo, il bullismo è considerato spesso alla stregua di una ragazzata. Così non è, spiega l’avvocato Dino Caudullo, esperto di diritto scolastico. Le responsabilità degli studenti che si macchiano di questi comportamenti possono essere penali e civili, coinvolgendo anche le famiglie. Quanto ai docenti e ai dirigenti scolastici, sono legate principalmente alla vigilanza e all’omessa denuncia.